Chico Forti, via libera alla semilibertà: resta il rientro a Montorio, si apre una nuova fase
Per il detenuto trasferito dagli Usa cambia il regime di pena: proseguiranno le attività fuori dal carcere di Verona, con margini da definire nel programma dell’istituto.
Per Chico Forti si apre un passaggio nuovo, ma senza un’uscita piena dal carcere. Il 67enne detenuto a Montorio potrà beneficiare della semilibertà, misura che gli consente di continuare le attività autorizzate all’esterno mantenendo però il rientro serale nell’istituto veronese.
La decisione è arrivata dopo l’udienza del 16 settembre 2026 e ridisegna il quadro della sua detenzione in Veneto. Per Verona, dove Forti è ristretto dal trasferimento in Italia, il cambiamento più concreto riguarda soprattutto la cornice giuridica entro cui si svolgeranno le sue giornate fuori dal penitenziario.
Montorio resta il punto di rientro
La concessione del beneficio non equivale infatti alla scarcerazione. Forti continuerà a fare ritorno ogni sera nella casa circondariale di Montorio, come già accadeva negli ultimi mesi nell’ambito delle autorizzazioni ottenute per le attività esterne.
Il nuovo regime dovrà essere tradotto in un programma operativo predisposto dalla direzione del carcere. Sarà quel documento a stabilire nel dettaglio tempi, modalità e margini di movimento consentiti in questa fase.
L’attività fuori dal carcere prosegue
Dal dicembre 2025 Forti è impegnato per 40 ore alla settimana in un’esperienza di volontariato presso un’azienda agricola del Veronese. È questo il perno della sua quotidianità fuori dall’istituto, un percorso che non viene interrotto dalla semilibertà ma proseguirà anche nei prossimi mesi.
In sostanza, nell’immediato non si profila uno stravolgimento delle sue giornate. Cambia però il titolo giuridico della permanenza all’esterno, con effetti che potranno emergere man mano che verranno fissate le regole applicative.
La richiesta di vedere più spesso la madre
Tra gli aspetti che Forti guarda con maggiore attenzione c’è la possibilità di raggiungere più frequentemente Trento, dove vive la madre. Anche su questo punto, però, il beneficio appena ottenuto non comporta automatismi.
Le eventuali visite dipenderanno dalle prescrizioni inserite nel programma e dai limiti previsti per la semilibertà. Il tema resta quindi aperto, ma subordinato alle decisioni organizzative e alle autorizzazioni connesse al nuovo regime.
La vicenda giudiziaria e il prossimo snodo
Forti è assistito dagli avvocati Alessandro Favazza, del foro di Verona, e Carlo Dalla Vedova, del foro di Roma. I legali seguono anche il diverso fronte della libertà condizionale, che non va confusa con la misura concessa in queste ore.
La sua storia processuale nasce dall’omicidio di Dale Pike, avvenuto a Miami nel febbraio 1998. Due anni più tardi arrivò negli Stati Uniti la condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale; Forti ha sempre sostenuto la propria innocenza.
Dopo 25 anni trascorsi nelle carceri della Florida, nel maggio 2024 è stato trasferito in Italia ed è detenuto da allora a Verona. Quanto alla libertà condizionale, dopo un primo rigetto nel 2025, un nuovo passaggio davanti al tribunale è atteso nel 2027: resta questo il prossimo vero snodo del suo percorso giudiziario.