Castelfranco in lutto per Sara Gastaldello: la diagnosi improvvisa, il matrimonio in ospedale e l’addio a 39 anni
Viveva a Salvatronda con il compagno Matteo e la piccola Agnese, nata a dicembre. La malattia scoperta all’improvviso l’ha portata via in pochi giorni.
Una comunità colpita da una perdita che lascia senza parole. A Salvatronda, frazione di Castelfranco Veneto, si piange la scomparsa di Sara Gastaldello, 39 anni, morta martedì dopo una malattia emersa solo da poco e precipitata nel giro di pochissimi giorni.
La sua storia ha toccato profondamente il territorio anche per il momento in cui è arrivata la tragedia: appena quattro mesi fa Sara era diventata mamma della piccola Agnese, nata il 16 dicembre. In quella casa che si era riempita della quotidianità di una neonata, tra nuovi ritmi e progetti di famiglia, è arrivata invece una diagnosi devastante.
Accanto a lei fino all’ultimo c’è stato Matteo, compagno di una vita. La loro relazione durava da diciannove anni e proprio nei giorni più difficili hanno scelto di sposarsi in ospedale, sabato 25 aprile. Un sì pronunciato in una stanza di reparto, con il sostegno del personale comunale, del parroco e degli amici più vicini.
Una diagnosi arrivata all’improvviso
Secondo quanto ricostruito dai familiari, i primi segnali non lasciavano immaginare un quadro così grave. Sara, infatti, non accusava dolori forti né sintomi tali da far pensare a una situazione già molto compromessa. La vita scorreva tra il lavoro, la casa e le attenzioni richieste dalla bambina appena nata.
La svolta è arrivata circa due settimane fa, dopo un esame che ha portato a un richiamo urgente all’ospedale di Montebelluna. In seguito a un’ecografia, alla famiglia è stato consigliato di trasferirsi a Castelfranco per ulteriori accertamenti.
Lì è arrivata la comunicazione che ha cambiato tutto: il tumore era già presente al fegato e alle ossa. Da quel momento il decorso è stato rapidissimo e non ha lasciato spazio a un miglioramento.
La vita a Salvatronda e il dolore della comunità
Sara era originaria di Rossano Veneto, mentre Matteo, anche lui 39enne, è di Istrana. Avevano scelto di vivere a Salvatronda anche per motivi pratici, trovando nella frazione di Castelfranco un punto di equilibrio tra lavoro e vita familiare. Con il tempo, quel paese era diventato il loro riferimento quotidiano.
Sara lavorava come funzionaria della direzione sanitaria della Regione Veneto. Matteo è impiegato all’ufficio patrimonio del Comune di Asolo. Insieme avevano costruito negli anni un percorso solido, fatto di scelte condivise e di un legame che, anche davanti alla malattia, non si è spezzato.
Il matrimonio celebrato in ospedale non era il giorno di festa immaginato da tempo, ma un gesto dal valore profondissimo, arrivato quando il tempo si era improvvisamente ristretto. Un momento intimo e doloroso, vissuto nella consapevolezza della gravità della situazione.
In appena quindici giorni la malattia ha stravolto la vita di Sara e di chi le voleva bene. Restano il dolore di una perdita improvvisa, il vuoto lasciato in famiglia e il ricordo di una giovane madre che non ha avuto il tempo di vedere crescere sua figlia.