Casa in affitto a Treviso, il peso sullo stipendio cresce: canoni su del 25% in sei anni

L’analisi di CNA fotografa il capoluogo: per un appartamento tipo da 70 metri quadrati servono oggi circa 775 euro al mese, pari a quasi cinque mensilità l’anno.

06 giugno 2026 13:07
Casa in affitto a Treviso, il peso sullo stipendio cresce: canoni su del 25% in sei anni -
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Per chi vive o lavora a Treviso, trovare una casa in affitto con costi sostenibili sta diventando sempre più complicato. Il quadro che emerge dall’analisi diffusa da CNA segnala un aumento deciso dei canoni nel capoluogo, mentre le retribuzioni hanno seguito un passo molto più lento.

Il dato più immediato riguarda un appartamento di 70 metri quadrati: oggi, in media, la locazione si colloca a 775 euro al mese. Rispetto al 2019 significa un rincaro del 25%, una crescita che incide in modo diretto sul bilancio di lavoratori e famiglie.

Quanto pesa l’affitto su un reddito medio

Se si prende come riferimento uno stipendio mensile medio di 1.950 euro, la quota assorbita dal canone arriva attorno al 40% delle entrate. Tradotto su base annua, significa destinare all’alloggio circa 9.300 euro.

In pratica, per sostenere l’affitto servono quasi 4,8 mensilità di stipendio nell’arco di un anno. È questo uno degli elementi che, secondo CNA, rende sempre più fragile l’equilibrio economico di chi abita in città o deve trasferirsi per lavoro.

Il confronto con il 2019 e la posizione di Treviso

Sei anni fa, per lo stesso taglio di abitazione, il valore medio si fermava a 620 euro mensili. L’incremento registrato fino al 2025 è quindi netto e si accompagna a una crescita dei salari molto più contenuta, stimata nello stesso periodo intorno al 10%.

Nello studio che prende in esame 109 capoluoghi di provincia italiani, Treviso si colloca al 29° posto per aumento dei canoni tra il 2019 e il 2025. Per incidenza dell’affitto sul reddito da lavoro, invece, il capoluogo trevigiano occupa il 23° posto.

Un tema che tocca famiglie e imprese

Per CNA Provinciale Treviso la questione abitativa non riguarda soltanto il disagio sociale, ma anche la tenuta economica del territorio. Quando una parte così ampia dello stipendio finisce nella locazione, si riduce la capacità di spesa delle famiglie e si complica la mobilità di chi vorrebbe spostarsi per lavorare.

Il presidente provinciale Gianpaolo Stocco richiama soprattutto le difficoltà delle micro e piccole imprese nel trovare e mantenere personale qualificato. Il problema si avverte in particolare quando i lavoratori arrivano da altre province o da fuori regione: il costo della casa può diventare un freno concreto all’assunzione.

Il quadro veneto e le richieste di intervento

Nel contesto regionale, Treviso non è il territorio più estremo, ma il Veneto presenta situazioni ancora più pesanti in altri capoluoghi. Padova e Venezia compaiono infatti nelle fasce più alte della graduatoria nazionale, accanto a grandi città come Milano, Firenze e Bologna, mentre Rovigo e Belluno risultano tra le province con aumenti più contenuti.

Da qui la richiesta di misure strutturali: ampliare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili, recuperare immobili oggi non utilizzati e favorire interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Per l’associazione serve una politica sulla casa capace di tenere insieme sostenibilità sociale e sviluppo economico.

Il timore, in assenza di risposte efficaci, è che Treviso diventi progressivamente meno accessibile per giovani, lavoratori e nuove professionalità. Un passaggio che, oltre a pesare sulle famiglie, rischia di indebolire anche la capacità del territorio di restare attrattivo.

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