Morte dopo l’aggressione al parco di Treviso, fermati due uomini rintracciati nell’Opitergino
Treviso, due uomini fermati per la morte di Singh Dupinder Jeet dopo il pestaggio nel parco di via Pasubio. Indagini in corso.
TREVISO – Sono stati rintracciati a Oderzo i due uomini indagati per la morte di Singh Dupinder Jeet, deceduto all’ospedale di Treviso il 14 luglio, dieci giorni dopo essere stato aggredito nel parco pubblico di via Pasubio. Si tratta di due cittadini indiani di 27 e 26 anni, connazionali della vittima, nei cui confronti la Procura contesta l’ipotesi di omicidio preterintenzionale in concorso.
Nelle prime ore del 18 settembre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Treviso hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, disposto dalla Procura della Repubblica di Treviso. Il provvedimento arriva al termine di un’articolata attività investigativa, condotta anche attraverso accertamenti tecnici e testimonianze.
La lite nel parco di via Pasubio
La vicenda ricostruita dagli investigatori risale al pomeriggio del 4 luglio, quando i tre connazionali si trovavano nel parco pubblico di via Pasubio, a Treviso.
Secondo quanto riportato nel comunicato dei Carabinieri, i tre erano in uno stato di alterazione dovuto all’abuso di sostanze alcoliche e avrebbero avuto un diverbio. Le ragioni della discussione restano oggetto di accertamento.
Nel corso della lite, stando alla ricostruzione investigativa, i due indagati avrebbero sopraffatto Singh Dupinder Jeet, colpendolo ripetutamente.
I calci alla testa quando la vittima era già a terra
Tra gli elementi descritti dagli investigatori c’è anche la prosecuzione dell’aggressione dopo che l’uomo era finito a terra. I due indagati gli avrebbero infatti sferrato calci alla testa mentre si trovava già al suolo.
Successivamente si sarebbero allontanati dal parco senza verificare le condizioni della vittima.
Singh Dupinder Jeet era stato soccorso e trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Treviso, dove è morto il 14 luglio, dieci giorni dopo il pestaggio.
Le indagini tra testimonianze e accertamenti tecnici
A occuparsi dell’inchiesta è stato il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Treviso, con la collaborazione del Reparto Carabinieri Anticrimine di Padova.
L’attività ha compreso accertamenti di natura tecnica e l’acquisizione di testimonianze, attraverso cui gli investigatori hanno ricostruito quanto sarebbe accaduto nel parco.
Secondo quanto riferito dall’Arma, gli approfondimenti hanno consentito di raccogliere significativi elementi indiziari nei confronti dei due connazionali della vittima. Su questo quadro si inserisce il decreto di fermo emesso dalla Procura trevigiana.
Il fermo a Oderzo e il trasferimento in carcere
I militari hanno rintracciato i due indagati a Oderzo nella mattinata del 18 settembre, dando esecuzione al provvedimento dell’Autorità giudiziaria.
Completate le formalità, il 27enne e il 26enne sono stati accompagnati alla Casa circondariale di Treviso. Il comunicato riferisce che sono stati posti a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.
La responsabilità degli indagati resta da accertare
Il procedimento, come precisato dai Carabinieri, si trova nella fase delle indagini preliminari. La ricostruzione dell’accaduto e le contestazioni nei confronti dei due uomini non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità.
La responsabilità penale degli indagati dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.