Ca’ Roman, da Chioggia una spinta per fermare il piano delle 77 case turistiche

Un gruppo di cittadini scrive al sindaco Armelao: richiesta di accesso agli atti, verifiche ambientali e un confronto pubblico sul futuro dell’area.

13 agosto 2026 17:17
Ca’ Roman, da Chioggia una spinta per fermare il piano delle 77 case turistiche -
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Il progetto delle 77 unità turistiche a Ca’ Roman continua a far discutere anche sulla sponda clodiense della laguna. Pur essendo collocato nel territorio comunale di Venezia, quel tratto di Pellestrina è percepito da molti chioggiotti come parte di un equilibrio ambientale che incide direttamente anche sulla città, vista la vicinanza con la bocca di porto e con il centro storico.

Da qui nasce una lettera indirizzata al sindaco Mauro Armelao, con cui un gruppo di cittadini chiede al Comune di non restare spettatore. L’appello porta come primo firmatario Fabrizio Dughiero, docente dell’Università di Padova ed ex residente a Chioggia per molti anni, insieme ad Andrea Boscolo Sassariolo, Nicola Boscolo Boscoletto, Amedeo Manfrin, Luca Oselladore, Fulvio Pivetta e Silvia Vianello.

Il punto centrale del documento è semplice: anche se l’ultima parola non spetta a Chioggia, gli effetti del progetto, secondo i promotori, si rifletterebbero su un’area che per posizione, paesaggio e frequentazione è strettamente legata alla comunità locale. Nella lettera viene ricordato anche che il Consiglio comunale clodiense si è già mosso con una mozione per chiedere di essere coinvolto.

Le richieste rivolte a Palazzo municipale

I firmatari mettono nero su bianco cinque domande precise. La prima riguarda la valutazione ambientale: chiedono che il Comune solleciti la Regione a riesaminare gli effetti dell’intervento, anche in relazione al transito quotidiano stimato di circa 300 persone sulle dune per raggiungere la spiaggia.

Un secondo passaggio riguarda la documentazione. Nell’appello si chiede che tutti gli elaborati del progetto vengano acquisiti e resi conoscibili: studi sull’impatto, pareri tecnici, analisi del suolo e anche gli atti relativi al pozzo previsto.

C’è poi la richiesta di un’interlocuzione politica con Venezia prima di arrivare alla firma definitiva. I cittadini domandano che si apra un confronto formale tra i due Comuni e che venga verificata anche la posizione della società proponente, che ha sede a Sottomarina, con attenzione alle garanzie economiche e operative dell’intervento.

Il quinto punto guarda invece al dibattito pubblico: viene proposto un consiglio comunale aperto, così da consentire ai cittadini di esprimersi e di far arrivare a Venezia e alla Regione non solo obiezioni, ma anche soluzioni diverse per l’area.

Un’idea diversa di turismo tra Chioggia e Pellestrina

Nella lettera emerge una critica netta al modello delle nuove residenze turistiche. Secondo i promotori, Ca’ Roman dovrebbe essere valorizzata per il suo profilo naturalistico e non trasformata in un nuovo comparto edilizio legato alle seconde case.

La tesi è che il territorio abbia già una rete ricettiva in grado di accogliere i visitatori, tra Chioggia, Sottomarina e Pellestrina. Per questo, a loro avviso, il tema non è aumentare i posti letto, ma costruire un’offerta che metta in relazione l’oasi, i servizi esistenti e una fruizione più ordinata del paesaggio.

A sostegno di questa visione viene richiamato anche l’esempio di un visitatore straniero che torna periodicamente nella zona per assistere all’alba sull’Adriatico, dormendo però in città e utilizzando ristoranti e attività locali. Un caso citato per sostenere che il valore economico del turismo naturalistico può distribuirsi sul territorio senza nuova edificazione.

Le alternative indicate dai cittadini

Accanto alle contestazioni, il documento propone cinque ipotesi per il futuro di Ca’ Roman. La prima è il recupero dell’ex colonia marina come spazio dedicato a ragazzi, scuole, gruppi scout e centri estivi, con attività non concentrate solo nei mesi di piena estate.

La seconda guarda al mondo della ricerca: l’area, secondo i firmatari, potrebbe diventare una base per università e studiosi interessati a monitorare dune, erosione costiera, avifauna e habitat naturali, facendo di Ca’ Roman un punto di osservazione stabile.

Tra le proposte c’è anche il rafforzamento del Villaggio Marino, esperienza che ogni estate accoglie quasi 200 persone con disabilità grazie all’impegno del volontariato. Un patrimonio sociale, secondo i promotori, da consolidare invece che affiancare a nuove costruzioni a vocazione residenziale.

Le ultime due ipotesi riguardano un centro visite con accompagnamento regolato e accessi contingentati, sul modello di altre oasi, e un collegamento più efficace tra il turismo ambientale e le strutture già presenti tra Chioggia, Sottomarina e Pellestrina. Il messaggio finale della lettera è che Ca’ Roman, per chi vive questo territorio, rappresenta prima di tutto un bene delicato da gestire con cautela e con una visione condivisa.

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