Belluno, 76 lavoratori verso l’uscita da tre aziende: il sindacato chiede una rete per il reimpiego

Hydro a Feltre, TBMetal e Allmatic a Borgo Valbelluna: per la Fiom il territorio deve trasformare competenze già presenti in nuove assunzioni.

02 novembre 2026 16:51
Belluno, 76 lavoratori verso l’uscita da tre aziende: il sindacato chiede una rete per il reimpiego -
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Nel giro di poche settimane, nel Bellunese si sta aprendo un fronte occupazionale che coinvolge decine di famiglie e chiama in causa non solo le singole aziende, ma l’intero sistema produttivo provinciale. A finire al centro dell’attenzione sono 76 posizioni lavorative tra Feltre e Borgo Valbelluna, con la Fiom che invita imprese e istituzioni a non lasciare senza sbocco competenze già formate.

Il nodo, osservato da vicino in un territorio dove la base industriale ha un peso decisivo, riguarda figure professionali che arrivano da anni di esperienza in fabbrica e che ora rischiano di uscire dal mercato del lavoro in tempi molto stretti. Per il sindacato non si tratta di episodi isolati, ma di un segnale che merita una risposta organizzata.

Tre vertenze aperte tra Feltre e Borgo Valbelluna

Il quadro comprende anzitutto Hydro di Feltre, dove 34 addetti lasceranno l’azienda al termine della cassa integrazione legata alla cessazione dell’attività, con scadenza fissata al 31 dicembre, nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo su base volontaria.

A questi si sommano i 17 lavoratori di TBMetal, realtà che lavorava come monocommittente proprio per Hydro e che è stata trasferita in provincia di Bergamo dopo la scelta della multinazionale norvegese di chiudere il sito feltrino.

Il terzo caso è quello di Allmatic, azienda di Borgo Valbelluna attiva nella home automation. È stata avviata la procedura per chiedere la cassa integrazione per cessazione di attività, mentre l’orizzonte indicato è quello della liquidazione giudiziale. Una situazione che pesa su 23 dipendenti.

Il caso Allmatic e i timori sul tessuto produttivo

La vicenda di Allmatic assume un rilievo particolare anche per quanto accaduto negli ultimi anni. L’azienda era stata rilevata due anni fa dalla trevigiana Keyline, operazione accompagnata da prospettive di crescita e consolidamento. Oggi, invece, lo scenario è radicalmente cambiato e per i lavoratori si profila un passaggio molto delicato.

Tra i dipendenti coinvolti ci sono persone con una lunga permanenza in azienda, in alcuni casi costruita nell’arco di decenni. È anche per questo che la vertenza viene letta come un passaggio che va oltre i numeri e tocca in profondità la tenuta sociale di un’area già chiamata a misurarsi con cambiamenti industriali rapidi.

L’appello della Fiom al mondo delle imprese

La Fiom di Belluno sottolinea che molte aziende del territorio, soprattutto nel metalmeccanico ma non soltanto, segnalano da tempo difficoltà nel trovare personale con preparazione tecnica adeguata. Da qui la richiesta di creare un collegamento concreto tra chi oggi rischia l’uscita e le realtà che stanno cercando addetti.

Secondo il sindacato, i lavoratori provenienti da Hydro, TBMetal e Allmatic rappresentano un patrimonio professionale che la provincia non può permettersi di perdere. Si tratta, viene evidenziato, di persone che hanno già maturato esperienza produttiva e competenze specifiche, quindi immediatamente spendibili in altre imprese.

La Fiom richiama anche il ruolo delle politiche attive della Regione Veneto, considerate uno strumento utile per accompagnare riqualificazione e ricollocazione. Ma, nella lettura del sindacato, questi percorsi da soli non bastano se il tessuto imprenditoriale locale non decide di partecipare in modo diretto, aprendo opportunità reali a chi è in uscita.

Il messaggio rivolto ad aziende, associazioni di categoria e istituzioni è quello di costruire un percorso condiviso che tenga insieme tutela del reddito, salvaguardia dei diritti e valorizzazione delle professionalità presenti nel Bellunese. Per la sigla metalmeccanica della Cgil, la risposta alla crisi passa anche dalla capacità del territorio di trattenere competenze e trasformarle in nuova occupazione, evitando che una fase difficile si traduca in una perdita permanente per l’economia locale.

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