Ciclismo in lutto: è morto a 45 anni Andrea Vezzaro, pilastro della Pinarello

È morto a 45 anni Andrea Vezzaro, figura chiave di Pinarello. Il ricordo dell’azienda e l’omaggio dei grandi del ciclismo.

04 febbraio 2026 10:39
Ciclismo in lutto: è morto a 45 anni Andrea Vezzaro, pilastro della Pinarello -
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SAN BIAGIO DI CALLALTA (TV) – Il mondo del ciclismo piange Andrea Vezzaro, scomparso a 45 anni dopo una lunga battaglia contro la malattia durata oltre dodici mesi. Una perdita che colpisce profondamente la Pinarello, azienda nella quale Vezzaro era diventato negli ultimi anni una figura centrale, non solo sul piano professionale ma anche umano.

Vicentino, classe 1980, Andrea Vezzaro aveva affrontato molte sfide già in giovane età, quando gareggiava come atleta. Terminata l’attività agonistica, era riuscito a reinventarsi con successo restando fedele alla sua più grande passione, la bicicletta, fino ad approdare a uno dei marchi più prestigiosi del panorama internazionale. Da sette anni era uno dei punti di riferimento dell’area marketing di Pinarello, diventando un ponte umano tra il brand e gli atleti che gareggiano con le biciclette dello storico marchio trevigiano.

L’omaggio dei grandi del ciclismo

Poche ore prima della sua scomparsa, Andrea Vezzaro aveva ricevuto un videomessaggio privato carico di affetto e riconoscenza da parte di alcuni dei più grandi nomi del ciclismo mondiale. Tra questi Tom Pidcock, Filippo Ganna, ma anche campioni che hanno segnato la storia recente di questo sport come Alejandro Valverde, Miguel Indurain e Jan Ullrich.

Un gesto che racconta meglio di ogni parola quanto Vezzaro fosse stimato e rispettato, non solo per le sue competenze professionali, ma soprattutto per le sue qualità umane e per la capacità di instaurare rapporti autentici con chiunque lavorasse al suo fianco.

L’ultima battaglia e il messaggio sui social

L’ultima e più dura battaglia della sua vita Andrea Vezzaro l’ha combattuta con determinazione e coraggio, senza mai perdere la dignità che lo ha sempre contraddistinto. Nel suo ultimo post su Facebook, pubblicato il 13 gennaio, aveva affidato ai social parole che oggi assumono il valore di un vero testamento morale: «Mai pensato fosse una passeggiata la vita… ma insieme a tutti voi sarà meno pesante sicuramente superare le giornate no da qui in avanti».

Un messaggio semplice, diretto, carico di forza e gratitudine, che rispecchia il suo modo di essere e di vivere le relazioni.

Il cordoglio della famiglia Pinarello

Profondo il dolore all’interno della famiglia Pinarello, dove Andrea Vezzaro era considerato una presenza preziosa. A partire da Fausto Pinarello, che lo ha ricordato con parole cariche di affetto: «Era un bravissimo ragazzo, una persona alla quale tutti, ma proprio tutti, volevano bene qui in azienda. Compresi gli atleti, con cui è stato sempre disponibile».

Vezzaro era riuscito a scendere di sella senza mai allontanarsi davvero dal ciclismo, trasformando l’esperienza da corridore in una capacità manageriale rara, capace di coniugare visione strategica e attenzione alle persone.

Un percorso professionale tra sport e relazioni

Prima del trasferimento a San Biagio di Callalta, Andrea Vezzaro aveva maturato importanti esperienze professionali anche in MotoGP e in Sportful, sempre occupandosi della gestione degli atleti. Un percorso che lo aveva reso una figura estremamente competente e apprezzata nel mondo dello sport.

Tra i tanti messaggi di ricordo, significativo quello di Luisa Pontoni, presidente del DP66: «Ci è bastata un’ora di confronto, fin da subito disponibile per capire e ascoltare le nostre esigenze. Hai creduto nel mio staff e nella mia squadra e nel progetto di portare, assieme a Fausto Pinarello, il marchio Pinarello nel ciclocross».

Un impegno che ha portato risultati concreti: la stagione di ciclocross appena conclusa ha regalato alla DP66 Pinarello una maglia tricolore, una medaglia di bronzo ai Campionati italiani e numerosi altri successi, tutti idealmente dedicati alla sua memoria.

L’ultimo saluto

L’ultimo saluto ad Andrea Vezzaro si terrà sabato alle 10 nella chiesa di San Biagio di Callalta. Un momento di raccoglimento per una comunità sportiva e umana che perde un professionista stimato e una persona capace di lasciare il segno, dentro e fuori dal mondo del ciclismo.

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