Alpago, doppio intervento del Soccorso alpino: un ferito sul Teverone e tre donne recuperate in Cansiglio

Serata intensa tra Alpago e Cansiglio: concluso nella notte il recupero di due escursionisti dopo un errore sul rientro dalla ferrata.

07 settembre 2026 11:17
Alpago, doppio intervento del Soccorso alpino: un ferito sul Teverone e tre donne recuperate in Cansiglio -
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Due emergenze in poche ore, tra il Cansiglio e il Teverone, hanno impegnato domenica sera il Soccorso alpino dell’Alpago insieme all’elicottero di Treviso Emergenza. Il bilancio finale parla di cinque persone raggiunte e messe in sicurezza, con un escursionista trasportato in ospedale dopo una caduta in un canalone.

L’intervento più delicato si è chiuso attorno all’una di notte nell’area del Teverone, dove due uomini erano rimasti bloccati durante il rientro dalla Ferrata Costacurta. Poco prima, un’altra squadra aveva già concluso il recupero di tre donne che avevano perso l’orientamento in Cansiglio.

Serata di lavoro tra Teverone e Cansiglio

La prima chiamata gestita nel corso della serata riguardava tre escursioniste partite da Malga Mezzomiglio e dirette verso Vallorch lungo la Strada del Taffarel. Durante il tragitto, però, il gruppo ha preso una deviazione sbagliata e non è più riuscito a proseguire correttamente.

Le donne, di 72, 32 e 31 anni, tutte residenti a Mestre, sono state localizzate grazie alla geolocalizzazione. I soccorritori le hanno raggiunte, controllate e accompagnate fino alla loro auto. Per loro non si è reso necessario il ricovero.

Il tratto sbagliato dopo la ferrata

Ben più complessa la seconda operazione, avviata intorno alle 22 dopo la segnalazione di due persone in difficoltà, una delle quali ferita. In un primo momento si pensava che i due si trovassero sopra Malga Crosetta, ma il punto reale era diverso e più difficile da raggiungere.

I due avevano terminato la Ferrata Costacurta sul Teverone e stavano scendendo verso valle. All’altezza di Col Fontana hanno però seguito un itinerario errato, finendo dentro un canale ripido e accidentato.

Durante la discesa, uno dei due, un cittadino moldavo di 33 anni, è precipitato per circa dieci metri tra le rocce. Nella caduta ha riportato una frattura a una gamba e un trauma cranico. Il compagno è riuscito a raggiungerlo e a restare con lui in attesa dei soccorsi, trovando riparo in una piccola cavità del canalone.

La ricerca nel buio e il recupero con il verricello

Per localizzare i due uomini è stato decisivo il sorvolo dell’elicottero di Treviso Emergenza. Nel buio, l’equipaggio ha individuato la debole luce della frontale accesa dal compagno dell’infortunato, riuscendo così a fissare il punto esatto in cui si trovavano.

La conformazione del luogo non consentiva alcun atterraggio. Per questo è stata organizzata una manovra al verricello: per primo è sceso il tecnico di elisoccorso con 30 metri di cavo, così da mettere in sicurezza la piccola cengia e consentire poi l’arrivo del medico e dell’infermiere con la barella.

Dopo le prime cure sul posto, il trentatreenne è stato immobilizzato e preparato al recupero aereo. L’uomo è stato quindi issato a bordo con un verricello di 35 metri. Subito dopo è stato recuperato anche il compagno, rimasto accanto a lui per tutto il tempo.

Trasporto in ospedale e rientro delle squadre

Concluso l’imbarco, l’eliambulanza ha lasciato il Teverone in direzione dell’ospedale di Treviso, dove il ferito è stato affidato ai sanitari per gli accertamenti e le cure necessarie. La squadra del Soccorso alpino dell’Alpago, che nel frattempo si era portata in appoggio dalla località Venal, ha poi fatto rientro.

Per l’area dell’Alpago è stata una notte particolarmente intensa, con due interventi ravvicinati in zone molto frequentate da escursionisti. Un episodio che richiama ancora una volta l’attenzione sull’importanza di orientamento, conoscenza dei percorsi e prudenza, soprattutto quando il rientro avviene in ambienti impervi o nelle ore serali.

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