Alla Mostra di Venezia arriva il film su Nino Rota: Walter Fasano porta in laguna un ritratto del maestro
Il documentario dedicato al compositore approda alla 83ª Mostra nella sezione Open fuori concorso, tra materiali d’archivio, testimonianze e musica.
La prossima edizione della Mostra del Cinema aggiunge al programma un titolo che guarda alla grande musica per il cinema: alla 83ª edizione di Venezia sarà presentato “Nino - Un film su Nino Rota”, nuovo lavoro firmato da Walter Fasano.
Per la rassegna veneziana il documentario è stato inserito nella sezione Open - Fuori Concorso, portando al Lido una figura centrale del Novecento italiano, autore di pagine sonore che hanno accompagnato film entrati nella storia.
Il progetto è prodotto da Be Water Film, Sugar Play, Adler Entertainment e I Diavoli, con Rai Documentari. Tra i produttori ci sono Mattia Guerra per Be Water Film, Filippo Sugar ed Elisabetta Biganzoli per Sugar Play, Marco Colombo per Adler Entertainment, insieme a Marco Morabito e allo stesso Fasano.
Un omaggio veneziano a una firma decisiva del cinema
La presenza del film in laguna riporta l’attenzione su un compositore che ha lasciato un segno profondo non solo nel cinema italiano, ma anche nella produzione internazionale. Nino Rota fu infatti il primo autore italiano a conquistare l’Oscar per una colonna sonora originale.
Il documentario ricompone il suo percorso personale e artistico attraverso fotografie, documenti e filmati d’archivio, affiancati da interventi che aiutano a leggere meglio la sua eredità culturale. Tra le voci coinvolte compaiono Park Chan-Wook, Alexandre Desplat e Caterina D’Amico.
Dalle collaborazioni con Fellini all’Oscar con Coppola
Nato a Milano all’inizio del secolo scorso, Rota si impose fin da giovanissimo come talento precocissimo. Nel corso della carriera costruì un catalogo amplissimo, che non si fermò al cinema ma toccò anche musica classica e teatro musicale.
Il suo nome resta però legato soprattutto a circa 150 colonne sonore. Nel cinema italiano collaborò con autori come Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, ma il sodalizio più celebre fu quello con Federico Fellini, da “Lo sceicco bianco” fino a “Amarcord”, passando per titoli diventati simbolo come “La strada”, “La dolce vita” e “8 e 1/2”.
Tra i lavori più noti ci sono anche le musiche per “Il Padrino” e “Il Padrino Parte II” di Francis Ford Coppola. Fu proprio quest’ultimo film a consegnargli il riconoscimento dell’Academy.
Nel documentario anche il lato meno raccontato del compositore
Il racconto costruito da Fasano non si limita ai successi più conosciuti. Nel film trova spazio anche un grande concerto diretto da Vince Mendoza, arrangiatore e direttore d’orchestra premiato con sette Grammy, ambientato nell’auditorium dedicato a Rota a Bari, all’interno del Conservatorio che guidò per quasi trent’anni.
Accanto alla celebrazione della sua musica emerge anche una parte più complessa della sua vicenda artistica: il confronto difficile con una parte della critica del tempo. Il suo legame con la tradizione si scontrò infatti con una stagione in cui l’avanguardia chiedeva un taglio netto con il passato.
Nell’idea del regista, raccontare Rota significa soprattutto lasciare parlare le sue composizioni e restituire il profilo di un autore appartato ma saldo nelle proprie idee. Il documentario è stato realizzato con il contributo del MIC-DGCA Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo e con il sostegno di Apulia Film Fund, Apulia Film Commission e Regione Puglia.