Al Tenni torna Treviso-Novara: quasi trent’anni dopo pesa la corsa al riscatto
Domenica i biancocelesti ritrovano una sfida assente dal 1997. Per Gorini c’è anche l’incrocio con Manuel Iori, oggi alla guida dei piemontesi.
Per il Treviso la prossima gara non vale soltanto punti. Al Tenni arriva il Novara e il calendario ripropone un confronto che in città non si vede da quasi tre decenni, con un significato doppio: da una parte la voglia di reagire dopo il passo falso nel derby, dall’altra il ritorno di un incrocio che appartiene alla storia della categoria.
La 13ª giornata mette di fronte due squadre che cercano risposte diverse ma immediate. I biancocelesti hanno bisogno di rimettersi in marcia, mentre i piemontesi puntano a dare continuità ai segnali mostrati nelle ultime settimane. In questo quadro si inserisce anche il duello in panchina, con Carmine Gorini che ritrova Manuel Iori, volto ben conosciuto nell’ambiente del Cittadella.
Una partita che riporta indietro nel tempo
Treviso e Novara si sono affrontate 26 volte tra Serie C, C1 e C2. Il bilancio complessivo premia i veneti, avanti con 11 successi contro i 6 degli azzurri, mentre i pareggi sono 9. C’è poi un dato che accompagna l’attesa della vigilia: il Novara non ha mai vinto sul campo del Tenni.
L’ultimo capitolo di questa sfida risale al 1997, in Serie C1. Un’assenza lunga abbastanza da trasformare il match di domenica in un piccolo evento per chi segue da anni il calcio trevigiano, soprattutto in una stagione in cui il Treviso si ritrova più volte a fare i conti con avversari e volti del proprio passato.
L’incrocio tra Gorini e Iori
Nella lettura della partita pesa anche il rapporto tra i due allenatori. Gorini ha condiviso con Iori esperienze importanti e oggi osserva la crescita dell’ex centrocampista in una nuova veste. Il tecnico del Treviso, tornando sul momento della squadra dopo la sconfitta con il Cittadella, ha spiegato di aver visto comunque identità e personalità, pur dentro la delusione del risultato.
Parlando del Novara, Gorini ha definito la formazione piemontese un gruppo di valore, con qualità da squadra costruita per stare in alto. Secondo l’allenatore biancoceleste, il cambio in panchina ha iniziato a produrre effetti e la sfida richiederà attenzione piena, anche perché entrambe le squadre devono fare i conti con assenze e recuperi ancora in corso.
Come arriva il Novara a Treviso
La storia del club piemontese ha un peso specifico importante nel panorama calcistico italiano. Fondato nel 1908, il Novara ha conosciuto più volte la massima serie e resta legato, nella memoria più recente, al ritorno in Serie A del 2010-11 dopo 55 anni. Poi sono arrivate stagioni alterne tra B e C, fino al fallimento del 2020-21 e alla ripartenza con l’attuale società, capace di risalire subito dalla Serie D.
Quella in corso è la quinta annata consecutiva in Serie C Sky WiFi. I piemontesi occupano al momento il tredicesimo posto con 13 punti, frutto di 3 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte, con 11 reti segnate e 16 incassate. Nell’ultimo turno è arrivato l’1-0 al Desenzano al Piola, un successo che ha interrotto un’attesa interna che durava dal 22 marzo 2026, quando il Novara aveva superato 3-0 l’Alcione Milano.
La stagione degli azzurri era partita con Alessandro Birindelli in panchina, prima dell’avvicendamento del 28 settembre. Da allora la guida tecnica è passata a Manuel Iori, chiamato a rimettere ordine e risultati in una squadra che ora si presenta a Treviso con l’obiettivo di consolidare la propria ripresa. Per i biancocelesti, però, il tema principale resta uno: trasformare il ritorno di una sfida storica nell’occasione giusta per ripartire davanti al proprio pubblico.