Adria, l’ottavo compleanno di Mattia ricordato al cimitero: nel frattempo arrestato il 73enne coinvolto nell’investimento
Familiari e amici hanno commemorato il piccolo Mattia Restuccia nel giorno in cui avrebbe compiuto 8 anni. Nuovo arresto per Giampietro Bassan dopo una fuga di circa 20 chilometri.
Ad Adria il giorno in cui Mattia Restuccia avrebbe spento otto candeline si è trasformato in un momento di ricordo collettivo, vissuto tra il dolore della famiglia e la vicinanza di chi continua a stringersi attorno alla madre, Genny Cavallaro.
Davanti alla tomba del bambino, al cimitero cittadino, parenti e amici hanno voluto segnare la ricorrenza con un gesto semplice ma carico di significato: palloncini bianchi e azzurri lasciati andare in cielo, insieme al desiderio di non far svanire la memoria del piccolo.
Nelle stesse ore è tornata d’attualità anche la vicenda giudiziaria che riguarda Giampietro Bassan, il 73enne indicato come l’automobilista coinvolto nell’incidente costato la vita a Mattia. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale dopo un inseguimento.
Un compleanno vissuto nel segno del ricordo
La commemorazione si è svolta in un clima raccolto, con accanto alla mamma le persone che in questi mesi non hanno mai fatto mancare sostegno alla famiglia. Per chi era presente, non è stato solo un anniversario personale, ma anche un passaggio emotivo molto sentito da una comunità che porta ancora il segno di quella tragedia.
La madre ha raccontato il significato di quella giornata, spiegando di aver voluto festeggiare comunque il suo bambino, pur in un luogo che rende evidente l’assenza. Un pensiero accompagnato dai ringraziamenti rivolti a chi ha partecipato e a chi ha aiutato a organizzare l’incontro.
Più tardi il ricordo è proseguito in un locale pubblico, dove amici e conoscenti hanno condiviso un momento insieme anche davanti a un dolce. Un modo per tenere viva la presenza di Mattia attraverso piccoli gesti e una partecipazione concreta.
Il nuovo episodio che riporta Bassan al centro della cronaca
Ad aggiungere amarezza a una giornata già delicata è stata la notizia dell’arresto di Bassan. Secondo quanto emerso, il 73enne è finito ai domiciliari dopo una fuga di circa venti chilometri, al termine della quale gli è stata contestata la resistenza a pubblico ufficiale.
Nell’azione hanno operato Polizia locale e carabinieri. La notizia ha provocato la reazione della mamma di Mattia, che ha espresso l’auspicio che questa misura possa fermare definitivamente altri comportamenti pericolosi.
La donna ha inoltre rivolto un ringraziamento agli agenti impegnati nell’intervento, citando in particolare il comandante della Polizia locale Pierantonio Moretto.
Il giorno dell’incidente ad Adria
La vicenda risale al 12 settembre dello scorso anno. Erano da poco passate le 17 quando, all’incrocio tra via Peschiera e via Emanuele Filiberto, Mattia si trovava sul seggiolino della bicicletta condotta dalla madre.
In quel punto mamma e figlio vennero investiti da un’auto. Le condizioni del bambino apparvero subito gravissime e fu disposto il trasferimento in elisoccorso all’ospedale di Padova, dove venne sottoposto a un intervento chirurgico.
Dopo quattro giorni di speranza e attesa, arrivò la notizia più dolorosa per la famiglia: Mattia morì in ospedale. Da allora il suo nome è rimasto al centro del dolore di Adria e di una richiesta di giustizia che continua ad accompagnare il ricordo del piccolo.
Gli accertamenti e la reazione della comunità
Dalle verifiche successive all’investimento era emerso che il veicolo guidato da Bassan risultava privo di assicurazione ed era sottoposto a sequestro amministrativo. Inoltre, l’uomo non aveva un titolo di guida valido.
Elementi che, insieme alla morte del bambino, hanno alimentato in città un sentimento diffuso di indignazione. Anche in occasione di questo compleanno mancato, accanto ai messaggi di affetto per la famiglia sono riemersi rabbia e sconcerto per una vicenda che ad Adria nessuno ha dimenticato.
Nel giorno che avrebbe dovuto essere di festa, la famiglia di Mattia ha scelto ancora una volta la strada del ricordo condiviso. Un modo per tenere vicino il bambino e per ribadire, davanti alla sua tomba, che il suo nome resta vivo nella memoria della città.