A4 tra San Donà e Noventa, caccia alla Passat dopo lo schianto della pattuglia: feriti due poliziotti

L’auto inseguita avrebbe forzato il blocco e innescato la perdita di controllo della volante finita fuori strada. Ricerche estese lungo le direttrici del Nord Italia.

20 luglio 2026 11:26
A4 tra San Donà e Noventa, caccia alla Passat dopo lo schianto della pattuglia: feriti due poliziotti -
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Si concentra tra il tratto veneziano dell’A4 e le uscite verso l’entroterra la ricerca della Volkswagen Passat scura che domenica pomeriggio è riuscita a sfuggire alla Polizia Stradale dopo un inseguimento ad altissima velocità. Il bilancio, per il momento, è di due agenti finiti in ospedale e di una pattuglia distrutta fuori carreggiata.

L’episodio ha avuto come scenario la zona compresa tra Meolo-Roncade e Noventa-San Donà, un asse delicato per il traffico dell’area orientale veneziana. Proprio qui la vettura seguita dagli investigatori avrebbe messo in atto una serie di manovre per sottrarsi al controllo, riuscendo infine a dileguarsi verso ovest.

Il tratto veneziano dell’autostrada al centro della fuga

Secondo la ricostruzione fin qui emersa, la berlina era da tempo osservata dagli uomini della Stradale di San Donà di Piave. L’auto sarebbe collegata a un gruppo sospettato di furti messi a segno tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, in particolare ai danni di case e attività commerciali.

L’intercettazione è avvenuta intorno alle 14.30. Quando è stato imposto l’alt, il conducente non si è fermato e ha invece aumentato l’andatura, trascinando la pattuglia in una corsa sull’A4 con velocità che avrebbero sfiorato i 200 chilometri orari.

Il percorso della fuga si è sviluppato lungo il segmento autostradale tra Treviso e Venezia metropolitana, con un passaggio chiave nell’area dei caselli del Basso Piave, dove i fuggitivi avrebbero tentato di disorientare gli agenti uscendo e rientrando rapidamente in autostrada.

Il blocco forzato e l’urto contro la volante

In quel frangente la Polizia ha provato a chiudere la strada per fermare la Passat. La vettura di servizio sarebbe stata messa di traverso e uno dei poliziotti sarebbe sceso per gestire il blocco.

La manovra non ha fermato la corsa della berlina. Chi era alla guida, stando alle prime informazioni, avrebbe puntato dritto verso il varco, costringendo l’agente a spostarsi per evitare di essere travolto. Subito dopo c’è stato l’impatto contro l’auto della Stradale, che ha consentito ai fuggitivi di riprendere la marcia in direzione Venezia prima di invertire l’asse della fuga verso Padova.

Nonostante il colpo subito, la pattuglia ha continuato l’inseguimento per diversi chilometri. È stata la fase più critica dell’intera vicenda, con i due mezzi ancora lanciati a forte velocità.

La sbandata e l’uscita nel fosso

La situazione è precipitata poco dopo, quando la Passat avrebbe frenato bruscamente in carreggiata. L’agente al volante della pattuglia è riuscito a evitare il tamponamento, ma la manovra avrebbe fatto perdere stabilità al mezzo di servizio.

La volante ha quindi sbandato, ha iniziato a carambolare ed è finita fuori strada, arrestando la corsa nel fossato a lato dell’autostrada. I danni riportati dal veicolo risultano pesantissimi.

Per i due poliziotti a bordo si è reso necessario il trasferimento in ospedale. Gli accertamenti medici hanno escluso conseguenze gravi, ma entrambi hanno riportato contusioni e alcuni giorni di prognosi.

Indagini aperte sul gruppo sospettato di furti

Dopo l’incidente, l’auto in fuga è riuscita a sparire dalla rete autostradale veneta. Tra le segnalazioni raccolte dagli investigatori ce n’è una che la collocherebbe successivamente nella zona di Desenzano del Garda, tra il Bresciano e il Veronese.

Le verifiche si stanno concentrando sui transiti ai caselli, sulle immagini delle telecamere e sugli spostamenti del veicolo già finito nei database delle forze dell’ordine. Resta da chiarire anche quante persone fossero a bordo durante l’inseguimento.

La caccia alla Passat prosegue ora su scala più ampia, con attenzione particolare alle arterie tra Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Per gli investigatori, fermare il gruppo significa anche provare a chiudere il cerchio su una serie di colpi contro il patrimonio che da tempo interessano il Nordest.

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