A Treviso una lezione aperta sul Partenone: San Teonisto ospita il nuovo incontro della Fondazione Benetton
Giovedì 1 ottobre alle 18 nella chiesa di via San Nicolò un appuntamento a ingresso libero dedicato al tempio di Atena e al tema dei luoghi sacri.
Treviso torna a fare da cornice a un appuntamento culturale che mette in dialogo architettura, storia e paesaggio. Giovedì 1 ottobre 2026, alle 18, la Chiesa di San Teonisto accoglierà un nuovo incontro del ciclo “L’architettura per tutti”, promosso dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche.
Al centro della serata ci sarà il Partenone di Atene, scelto come tappa del percorso “Topografia del sacro. Luoghi e santuari del mondo. Parte 1”, dedicato quest’anno al rapporto tra gli edifici sacri e i contesti in cui sono nati.
L’iniziativa è curata da J.K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e responsabile dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa. L’idea della rassegna è raccontare monumenti simbolici di diverse tradizioni religiose, leggendo in ciascuno non solo la forma architettonica, ma anche il significato storico e civile che hanno assunto nel tempo.
Un appuntamento aperto in centro a Treviso
L’incontro si terrà nella Chiesa di San Teonisto, in via San Nicolò 31. L’accesso è libero fino al riempimento dei posti disponibili, un aspetto che conferma la vocazione divulgativa della rassegna, pensata per un pubblico ampio e non solo specialistico.
Per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori è previsto il riconoscimento di crediti formativi. La conferenza, inoltre, sarà resa disponibile successivamente anche sul sito della Fondazione Benetton.
Il tempio di Atena letto tra culto e potere
La serata prenderà in esame il Partenone come uno dei luoghi più emblematici del mondo antico. Il tempio consacrato ad Atena Parthènos verrà presentato come un edificio in cui si intrecciano dimensione religiosa, affermazione politica e vicende militari della città di Atene.
Il racconto parte dai primi lavori, interrotti durante la Prima Guerra Persiana. Dopo la vittoria greca a Maratona, nel 490 a.C., il cantiere riprese e arrivò fino alla realizzazione di una fila di colonne periptere, ma la nuova offensiva persiana cambiò ancora una volta il destino dell’opera.
Con l’invasione dell’Attica, seguita al passaggio dei Persiani dalle Termopili, Atene fu devastata dal fuoco. Anche ciò che era già stato costruito del tempio venne distrutto. Le successive vittorie elleniche a Salamina e Platea segnarono l’allontanamento definitivo dei Persiani, lasciando però una città da ricostruire quasi da zero.
Dal cantiere sospeso alla consacrazione del 432 a.C.
Per oltre trent’anni il basamento del Partenone restò incompiuto, mentre parte dei materiali venne riutilizzata in altri punti dell’area. La ripresa del progetto fu sostenuta da Cimone, che affidò i lavori a Callicrate.
In una fase successiva entrò in scena Ictino, in un quadro politico ormai segnato dalla figura di Pericle. Fu lui a rivedere il disegno dell’edificio, ampliandolo per accogliere la grande statua di Atena, alta 12 metri, in oro e avorio, realizzata da Fidia.
La consacrazione arrivò nel 432 a.C. Il Partenone si presentava allora non soltanto come santuario, ma anche come manifesto della centralità ateniese, arricchito da un apparato scultoreo capace di riflettere la stagione politica della città. È proprio questa stratificazione di significati a rendere il monumento il fulcro dell’incontro trevigiano.
L’appuntamento si inserisce nel programma annuale della Fondazione, che ogni edizione dedica a una diversa tipologia di edifici. Per il 2026 l’attenzione è rivolta alla geografia del sacro, attraverso luoghi che hanno segnato in modo profondo la storia e l’identità delle comunità che li hanno ospitati.