A Treviso il cinema guarda oltre la stagione turistica: a Palazzo Bomben arriva il film di Gaetano Crivaro

Nuovo incontro della rassegna della Fondazione Benetton: il 4 novembre in auditorium una proiezione dedicata ai paesaggi del turismo e al loro equilibrio fragile.

02 novembre 2026 11:06
A Treviso il cinema guarda oltre la stagione turistica: a Palazzo Bomben arriva il film di Gaetano Crivaro -
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Il turismo visto quando le spiagge si svuotano, i chioschi vengono smontati e resta il segno lasciato sulla costa. È questo il punto di osservazione scelto da Cosa rimane quando il mare si muove, il film di Gaetano Crivaro in programma mercoledì 4 novembre alle 20.30 all’auditorium di Palazzo Bomben, in via Cornarotta a Treviso.

L’appuntamento rientra in Paesaggi che cambiano, il ciclo cinematografico promosso dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e curato da Simonetta Zanon, con un percorso dedicato alla figura di Andrea Zanzotto. Per la serata trevigiana, oltre alla proiezione, è previsto un confronto con lo stesso Crivaro e con Marco Pavan, documentarista e fotografo.

Un film sul rovescio dell’estate

Il lavoro del regista, una produzione italiana del 2026 della durata di 67 minuti, si concentra su ciò che resta dopo la fine della stagione balneare in Sardegna. Vento, pioggia e mare rimettono in movimento oggetti, strutture e tracce del passaggio umano, mentre studiosi e volontari cercano di recuperare i frammenti dispersi da una presenza turistica sempre più pesante.

Non è soltanto un racconto ambientale. Il film affronta anche il tema del lavoro stagionale nel periodo in cui il lavoro si ferma, delle attese mancate e della dipendenza economica costruita attorno a un modello che concentra tutto in pochi mesi. Al centro c’è uno spazio conteso, la spiaggia, osservata come confine tra natura, mercato e vita quotidiana.

Il senso della rassegna a Treviso

Nel contesto di una città come Treviso, dove il dibattito sul paesaggio e sulla trasformazione dei territori ha una tradizione culturale consolidata, la proposta di Palazzo Bomben si inserisce in un filone di riflessione che va oltre la semplice visione cinematografica. Il tema tocca infatti questioni ampie: consumo dei luoghi, pressione sulle risorse, equilibrio tra economia e tutela degli ecosistemi.

La rassegna costruisce così un dialogo tra cinema documentario e lettura del territorio, mettendo in relazione esperienze lontane solo in apparenza. La costa sarda raccontata da Crivaro diventa uno specchio utile anche per comprendere come i paesaggi cambino sotto la spinta di modelli economici intensivi.

Le parole del regista

Nelle note che accompagnano il film, Crivaro spiega che il progetto nasce da una ricerca sulle immagini e sui processi che interessano territori periferici. Vivendo da oltre dieci anni in Sardegna, il regista ha osservato da vicino il modo in cui il turismo modifica la percezione dei luoghi da parte di chi li abita, separando il tempo frenetico dell’estate da quello più lento e silenzioso dei mesi freddi.

Da questa osservazione prende forma una riflessione precisa: il turismo, spesso raccontato con toni leggeri o folkloristici, è in realtà una vera industria, con effetti diffusi sull’ambiente e sull’organizzazione sociale. Il film, nelle intenzioni dell’autore, invita a interrogarsi sull’impatto che lasciamo non solo sulle spiagge, ma sugli ecosistemi attraversati.

Ingresso libero e ultimo appuntamento il 18 novembre

La serata del 4 novembre è a ingresso libero con inizio alle 20.30. La sede è l’auditorium di Palazzo Bomben, a Treviso. Sono inoltre previsti crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Il calendario si chiuderà mercoledì 18 novembre con un appuntamento dal taglio ancora più vicino al territorio trevigiano: in programma due lavori dedicati al fiume Sile, Lungo il fiume. Com’era il Sile nel 1949 di Giuseppe Mestriner e Nuove ecologie e archeologia della navigazione. Un workshop di progettazione del paesaggio lungo il fiume Sile di Marco Zuin. Un finale che riporta la rassegna direttamente dentro il paesaggio della città e della sua memoria.

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