A Mestre un’opera che si completa con i cittadini: al Chiostro M9 il progetto LiberaMente

Nel cuore di Mestre undici pannelli aperti all’intervento del pubblico raccontano quarant’anni di impegno della Fondazione Don Franco De Pieri.

21 ottobre 2026 14:10
A Mestre un’opera che si completa con i cittadini: al Chiostro M9 il progetto LiberaMente -
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Nel Chiostro M9 di Mestre l’arte diventa un gesto condiviso e si misura con un tema delicato come quello delle dipendenze. Con “LiberaMente” non c’è un’opera già finita da osservare in silenzio: il lavoro si costruisce anche attraverso chi entra nello spazio espositivo e decide di lasciare un segno.

L’iniziativa resterà visitabile fino al 24 ottobre ed è stata promossa dalla Fondazione Don Franco De Pieri per ricordare i quarant’anni di attività sociale nati dall’esperienza del Centro Don Lorenzo Milani. Il progetto mette insieme memoria, partecipazione e riflessione pubblica, in un luogo centrale per la vita culturale mestrina.

Un percorso aperto dentro il Chiostro M9

L’allestimento è composto da undici pannelli bifacciali, ciascuno di un metro per due, pensati per sviluppare due livelli di racconto. Su una faccia trovano spazio immagini e testimonianze che ripercorrono una storia lunga quattro decenni; sull’altra prende forma l’intervento artistico affidato agli “Allucinati” di Mister Clay, nome d’arte di Diego Brusegan, insieme al lettering dedicato a LiberaMente.

La particolarità della mostra sta proprio qui: le superfici non sono chiuse, ma restano disponibili al contributo dei visitatori. Colori, parole e disegni possono essere aggiunti direttamente dal pubblico, che diventa così parte del risultato finale. Giorno dopo giorno l’opera cambia aspetto e incorpora sguardi diversi della città.

Il legame con la storia sociale del territorio

Il senso dell’iniziativa è strettamente legato a una ricorrenza importante per Mestre e per il Veneto sociale. La Fondazione Don Franco De Pieri porta avanti il lavoro cominciato nel 1985 dal Centro di Solidarietà Don Lorenzo Milani, nato per accompagnare persone con problemi di dipendenza e le loro famiglie.

Nel tempo quell’impegno si è allargato ad altre fragilità che attraversano soprattutto le generazioni più giovani: isolamento, ansia, rapporto problematico con il digitale, disturbi del comportamento alimentare. La mostra prova a trasformare questi temi in uno spazio accessibile, dove il confronto non passa solo dalle parole ma anche da un gesto creativo condiviso.

Le collaborazioni dietro al progetto

La realizzazione di LiberaMente è frutto di una collaborazione che coinvolge più realtà. Il concept creativo è stato sviluppato da WowHaus insieme a The Wallà, esperienza di rigenerazione urbana partecipata legata al Collettivo Bocaverta APS. Nel gruppo di lavoro figurano anche Samuele Stocco, Eleonora Ruggeri per il coordinamento operativo e Silvia Armellin con Marta Pederiva per la progettazione grafica.

La parte audiovisiva è stata seguita da WowProduction con Nicolò Mazzurco. Per WowHaus si tratta del terzo appuntamento rivolto alla cittadinanza nell’arco di due mesi, dopo il sostegno a Ciani Live Aid e la co-produzione di FuckUp Nights Venezia.

Andrea Pilotto, CEO di WowHaus, ha spiegato che l’obiettivo era andare oltre il formato tradizionale della mostra fotografica, costruendo un’esperienza corale capace di coinvolgere direttamente la comunità. In questa chiave, il progetto mestrino punta a tenere insieme creatività, inclusione e racconto del territorio, affidando ai cittadini una parte concreta della sua forma finale.

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