A Corbola il festival Tra Ville e Giardini porta in scena una Frida Kahlo intima e storica
In piazza Chiesa lo spettacolo di Andrea Ortis ha ripercorso ferite, arte e passaggi del Novecento davanti a un pubblico arrivato anche da fuori comune.
Non la Frida Kahlo trasformata in simbolo pop, ma la donna e l’artista attraversata da dolore, studio e ricerca. È questa la chiave scelta a Corbola per la tappa di Tra Ville e Giardini che martedì 11 agosto 2026 ha portato in piazza Chiesa “Frida mi amor”, lavoro teatrale e musicale firmato da Andrea Ortis.
La serata polesana si è inserita nel calendario della ventisettesima edizione della rassegna e ha richiamato pubblico anche dai centri vicini, confermando il peso che il festival continua ad avere nell’estate culturale del territorio. In apertura, il sindaco Michele Domeneghetti ha sottolineato la forte partecipazione in piazza e ha rivolto un ringraziamento alla Provincia di Rovigo e al direttore artistico Claudio Ronda.
Accanto a lui, la consigliera provinciale alla Cultura Lucia Ghiotti ha ribadito il senso del progetto: portare appuntamenti culturali diffusi in tutto il Polesine, con il sostegno della Regione del Veneto e della Fondazione Cariparo.
Uno spettacolo che parte dalla persona prima del mito
Nel lavoro costruito da Ortis, Frida Kahlo viene sottratta alle semplificazioni più note per tornare dentro la sua vicenda umana. Il racconto nasce da un lungo percorso di studio dedicato alla pittrice messicana e prova a restituirne non solo i quadri, ma anche l’ambiente storico, culturale e politico in cui la sua voce si è formata.
La narrazione non si ferma alla biografia in senso stretto. L’autore allarga infatti l’orizzonte e collega la nascita delle grandi stagioni creative ai momenti di crisi e di trasformazione della storia. Nel percorso evocato in scena trovano spazio il Rinascimento, la caduta di Costantinopoli, la stampa di Gutenberg, il viaggio di Colombo, la Riforma protestante e la rivoluzione copernicana, come tappe che cambiano il modo di guardare il mondo.
Dalla malattia all’incidente che cambiò tutto
Dentro questa cornice prende forma l’infanzia di Frida Kahlo, nata nel 1907, segnata presto dalla poliomielite che le lasciò conseguenze alla gamba destra. Nello spettacolo emerge anche il legame con il padre fotografo e il contatto precoce con la sofferenza, tra i feriti della Rivoluzione messicana e le crisi epilettiche vissute in famiglia.
Prima del successo e del riconoscimento artistico, c’è una ragazza che immagina per sé un futuro nella medicina. Quel progetto si spezza nel 1925, quando l’autobus su cui viaggia resta coinvolto in un incidente devastante. Le lesioni alla colonna vertebrale, al bacino e alle costole la costringono a un lungo periodo di immobilità: è lì che la pittura diventa una possibilità di sopravvivenza e di ricostruzione di sé.
In scena, questo passaggio viene indicato come il punto in cui il vuoto e il dolore non cancellano la persona, ma aprono uno spazio nuovo. È da quella frattura che prende avvio il linguaggio artistico di Kahlo, fondato sul corpo, sulla sofferenza e sull’identità.
Diego Rivera, gli Stati Uniti e l’arte come ferita esposta
Un altro snodo del racconto riguarda l’incontro con Diego Rivera. Quando Frida gli mostra i suoi dipinti, nasce una relazione destinata a incidere profondamente sulla vita di entrambi. Il legame, con i suoi passaggi più tormentati tra unioni, rotture e ritorni, entra nello spettacolo come parte essenziale anche della sua produzione pittorica.
Nel percorso richiamato da Ortis trova posto pure l’esperienza americana. Gli Stati Uniti appaiono come il volto della modernità industriale, dei grattacieli e delle grandi trasformazioni tecniche, ma anche come lo scenario di uno dei momenti più drammatici della vita dell’artista: l’aborto spontaneo che avrebbe poi trovato espressione in “Ospedale Henry Ford”, tra le opere più dure e dirette della sua carriera.
Il ruolo di Tra Ville e Giardini nell’estate del Polesine
L’appuntamento di Corbola fa parte del cartellone 2026 di Tra Ville e Giardini, ideato e diretto artisticamente da Claudio Ronda. La rassegna è promossa e sostenuta dalla Provincia di Rovigo, organizzata da Ente Rovigo Festival e sostenuta dalla Regione del Veneto nell’ambito di RetEventi e dalla Fondazione Cariparo.
Il programma coinvolge molti Comuni del territorio polesano, da Adria ad Ariano nel Polesine, passando per Badia Polesine, Canda, Ceneselli, Crespino, Fiesso Umbertiano, Ficarolo, Frassinelle Polesine, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Rosolina, Rovigo e San Bellino. Una rete che continua a usare piazze e luoghi storici come spazi di incontro tra spettacolo e comunità.
Durante l’introduzione della serata, Ronda ha ricordato anche la presenza di Emergency e ha definito “Frida mi amor” come un viaggio nella vita, nel pensiero e nell’idea di arte di una protagonista assoluta del Novecento. A Corbola il risultato è stato quello di una tappa capace di unire divulgazione e teatro, portando in piazza un ritratto più complesso e meno prevedibile della pittrice messicana.