Vicenza e fondi PNRR, Fratelli d’Italia contesta i risultati del Comune: «Il capoluogo resta indietro»

Benigno cita i dati ReGiS e mette a confronto città, provincia, Veneto e Italia: nel mirino spesa dei fondi e numero di progetti ancora da chiudere.

08 settembre 2026 13:37
Vicenza e fondi PNRR, Fratelli d’Italia contesta i risultati del Comune: «Il capoluogo resta indietro» -
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Il confronto sui fondi del PNRR torna al centro del dibattito politico vicentino, con Fratelli d’Italia che punta il dito contro i risultati del Comune. A riaprire la discussione è Alessandro Benigno, presidente cittadino del partito, che legge i numeri della piattaforma governativa ReGiS come il segnale di un capoluogo meno performante rispetto al resto della provincia, al Veneto e anche al dato nazionale.

La contestazione riguarda sia l’avanzamento della spesa sia lo stato di chiusura dei progetti. Secondo Benigno, il quadro che emerge non coincide con quello descritto nelle scorse settimane dall’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Possamai e racconta invece una città in affanno sul fronte dell’attuazione.

Il confronto con provincia e regione

Nel dato richiamato da Fratelli d’Italia, il Comune di Vicenza avrebbe speso il 76 per cento delle risorse già erogate. La provincia, nel suo insieme, arriverebbe invece all’87 per cento. Per Benigno questo scarto rappresenta un elemento politico preciso, perché collocherebbe il capoluogo sotto il livello del territorio vicentino.

Il raffronto diventa ancora più marcato sul capitolo dei progetti completati. Sempre secondo i numeri citati dal presidente cittadino di FdI, Palazzo Trissino sarebbe soggetto attuatore di 62 interventi finanziati dal Piano: 52 risultano chiusi, mentre 10 restano aperti. Ne deriverebbe un tasso di completamento pari all’83,9 per cento.

Nella lettura proposta dall’esponente del centrodestra, provincia e Veneto viaggerebbero invece al 99,6 per cento, con la media italiana al 98,6 per cento. È su questa distanza che Benigno costruisce la sua accusa, sostenendo che Vicenza sia fanalino di coda nel proprio contesto territoriale.

I progetti ancora aperti nel Vicentino

Un altro passaggio della presa di posizione riguarda il peso del capoluogo sugli interventi non ancora conclusi nell’intera area provinciale. Benigno afferma che, su oltre 15mila progetti complessivi nel Vicentino, quelli ancora aperti sarebbero 54. Di questi, 10 farebbero capo al solo Comune di Vicenza.

Per Fratelli d’Italia questo dato è particolarmente significativo, perché concentrerebbe nel capoluogo una quota rilevante dell’arretrato provinciale. Da qui la tesi politica secondo cui la città non starebbe tenendo il passo del resto del territorio proprio nella fase decisiva di realizzazione delle opere.

La lettura politica dello scontro

Benigno collega il tema PNRR a un giudizio più ampio sull’azione amministrativa dell’attuale giunta. A suo avviso, gli annunci dell’esecutivo cittadino non troverebbero conferma nei numeri e ai vicentini interesserebbero soprattutto cantieri chiusi, opere consegnate e risultati misurabili.

Nella stessa ricostruzione, il presidente cittadino di Fratelli d’Italia rivendica anche il lavoro svolto dalla precedente amministrazione. Sostiene infatti che molti degli interventi oggi in fase di attuazione o inaugurazione derivino dall’attività di progettazione e candidatura ai bandi impostata dalla giunta Rucco prima del maggio 2023.

Da qui l’ulteriore affondo politico: secondo Benigno, l’amministrazione Possamai starebbe gestendo un pacchetto di opere già avviato senza riuscire, però, a esprimere performance in linea con quelle registrate nel resto della provincia. La polemica, quindi, non si ferma al solo dato tecnico ma investe anche la capacità della città di costruire una propria prospettiva amministrativa.

Nelle conclusioni del suo intervento, l’esponente di Fratelli d’Italia sostiene che Vicenza non possa limitarsi a vivere sui progetti ereditati e rilancia la necessità di un’alternativa politica per il governo della città insieme al centrodestra e ai cittadini.

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