Venezia, riconoscimento internazionale a Malvasia Pop Up: premiato il progetto che racconta il vino tra laguna e cultura
L’iniziativa nata a San Pietro di Castello ottiene l’Iter Vitis Award 2026. Laura Riolfatto nominata anche ambasciatrice del progetto Malvasia Myth.
Da San Pietro di Castello arriva un riconoscimento che rafforza il legame tra Venezia, il vino e la sua storia mediterranea. Malvasia Pop Up, progetto ideato da Laura Riolfatto, ha ricevuto l’Iter Vitis Award 2026 nella categoria dedicata alle migliori esperienze tra vino e gastronomia, con un’impronta fortemente culturale.
L’iniziativa si è fatta conoscere in città per un format che unisce degustazioni, narrazione, percorsi urbani e uscite in laguna. Al centro c’è la Malvasia, nelle sue diverse espressioni italiane, letta non solo come prodotto da assaggiare ma come chiave per attraversare memorie, commerci, paesaggi e tradizioni veneziane.
Il premio è assegnato da Iter Vitis, federazione internazionale impegnata nella tutela e nella promozione del patrimonio vitivinicolo attraverso l’enoturismo sostenibile. Nel caso veneziano, il riconoscimento valorizza un progetto indipendente che ha scelto di lavorare sul rapporto fra cultura della tavola, territorio e racconto del vino.
In parallelo è arrivata anche la nomina di Laura Riolfatto come Malvasia Ambassador per Malvasia Myth, percorso internazionale dedicato alla valorizzazione culturale e vitivinicola delle Malvasie.
Un progetto nato a Venezia e costruito intorno alla Malvasia
Malvasia Pop Up prende forma negli spazi di Docks Cantieri Cucchini e si sviluppa anche fuori sede, tra calli, approdi e itinerari lagunari. L’idea alla base è quella di intrecciare vino, cibo, arte, fotografia e storia in un’esperienza capace di parlare sia ai veneziani sia a chi osserva la città da una prospettiva meno turistica e più legata alla sua identità profonda.
«Malvasia Pop Up nasce da una domanda molto semplice, - dichiara l’ideatrice Laura Riolfatto - quante storie possiamo raccontare partendo da un bicchiere di Malvasia? Da lì è iniziata una ricerca che mi ha portata a mettere insieme vino, storia, arte, cibo, fotografia e cultura della tavola, seguendo il legame profondo che unisce le Malvasie a Venezia e al Mediterraneo. Ricevere questo premio significa vedere riconosciuto proprio questo modo di intendere il vino, non soltanto come qualcosa da degustare, bensì come un linguaggio attraverso il quale raccontare cultura, memoria e storia.»
I prossimi appuntamenti in calendario
Il programma dei prossimi mesi conferma questa impostazione. Il 17 ottobre è previsto “Verso sera, in Laguna”, esperienza a bordo del bragozzo storico Sant’Alban di Camoma con partenza da San Pietro di Castello. La navigazione porterà il pubblico dentro un racconto che mette insieme la storia della Malvasia, le rotte commerciali veneziane e la Dorona, vitigno simbolico della laguna, con tappa alle Vignole e degustazione legata ai sapori dell’isola.
Il 20 novembre l’attenzione si sposterà ai Docks Cantieri Cucchini, nella Tesa3 Marzotto, con “La Notte delle Malvasie - Storie, misteri e vino nella Venezia d’autunno”. L’incontro vedrà la partecipazione dello scrittore e narratore veneziano Alberto Toso Fei e proporrà un percorso tra racconti cittadini, tracce storiche del vino in laguna e assaggio di tre rare Malvasie rosse italiane, in collaborazione con Iter Vitis e con il Consorzio di Tutela della Malvasia di Casorzo DOC.
La chiusura della programmazione 2026 è fissata per il 20 dicembre con “La tavola come linguaggio culturale”, ancora ai Docks Cantieri Cucchini. Sarà un pranzo-racconto dedicato alle Malvasie rosse italiane, pensato per un numero ristretto di partecipanti e costruito intorno al rapporto tra convivialità, territori e memoria gastronomica.
Il collegamento con gli itinerari culturali europei
Il progetto veneziano è inserito anche nella rete di Via Querinissima, Itinerario Culturale Europeo che rilegge il viaggio compiuto nel Quattrocento dal mercante veneziano Pietro Querini. Un’adesione coerente con la natura di Malvasia Pop Up, che usa il vino come strumento per mettere in relazione Venezia con altre geografie culturali del continente.
Per la città si tratta di un segnale interessante anche sul fronte dell’offerta culturale legata all’enogastronomia: non un semplice calendario di degustazioni, ma un percorso che parte dalla laguna e prova a restituire al vino il suo valore storico e territoriale. Un approccio che, almeno per ora, ha già ottenuto un riconoscimento internazionale.