Sanità e intelligenza artificiale: a Venezia il confronto che cambia il futuro delle cure
Convegno a Venezia sull’intelligenza artificiale in sanità: opportunità, rischi e ruolo centrale dei medici.
VENEZIA – L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo della sanità e sarà al centro di un importante convegno in programma sabato 18 aprile 2026 al Centro Pastorale Cardinal Urbani di Zelarino. Un appuntamento promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri veneziano per approfondire opportunità, rischi e prospettive di una tecnologia sempre più presente nella pratica clinica.
Oggi oltre il 54% dei professionisti sanitari utilizza strumenti di IA generativa, soprattutto per migliorare la diagnosi precoce e ottimizzare i percorsi di cura. Un cambiamento profondo che si inserisce nel più ampio processo di innovazione della sanità, come dimostrano anche i recenti sviluppi nelle tecnologie diagnostiche avanzate, tra cui la risonanza magnetica cardiaca innovativa introdotta in Friuli.
Il convegno, dal titolo “Intelligenza artificiale in sanità: storia, aberrazioni, indicazioni”, rappresenta un momento di formazione fondamentale per medici e odontoiatri, chiamati a comprendere e governare questi strumenti per restare protagonisti del cambiamento.
A sottolinearlo sono Giovanni Leoni e Giuliano Nicolin, rispettivamente presidente dell’Ordine e della Commissione Albo Odontoiatri: «L’intelligenza artificiale non è più fantascienza. È già parte della nostra quotidianità e delle pratiche sanitarie. Può migliorare l’efficienza, ridurre il carico burocratico e permettere ai medici di dedicare più tempo al paziente. Ma non sostituirà mai il professionista: l’esperienza clinica, l’empatia e la relazione umana resteranno centrali».
Durante la mattinata interverranno esperti di rilievo nazionale, tra cui rappresentanti della FNOMCeO e specialisti del settore sanitario e tecnologico. Tra i temi affrontati ci saranno l’evoluzione storica dell’IA, i rischi legati alla privacy e alla sicurezza dei dati, fino alle possibili aberrazioni tecnologiche come il furto di identità digitale, un tema sempre più attuale anche nel panorama delle truffe e della sicurezza informatica (casi recenti di frodi digitali).
Ampio spazio sarà dedicato alle applicazioni concrete già presenti nelle strutture sanitarie, con esempi che spaziano dalla cardiologia alla radiologia, fino alla gestione dei pazienti cronici attraverso strumenti di telemedicina. Un percorso che si inserisce nella più ampia evoluzione del sistema sanitario, come evidenziato anche nei dibattiti sulla sanità territoriale e le sue criticità.
L’intelligenza artificiale si dimostra particolarmente efficace nell’analisi di esami diagnostici come TAC, radiografie e risonanze magnetiche, contribuendo all’individuazione precoce di tumori e lesioni e supportando decisioni terapeutiche sempre più personalizzate. Un supporto che si affianca al lavoro del medico, migliorando l’efficacia complessiva delle cure e ottimizzando i processi organizzativi.
Allo stesso tempo, resta fondamentale il tema dell’etica e della supervisione umana. «L’IA può semplificare il lavoro e aumentare la precisione – concludono Leoni e Nicolin – ma il ruolo decisionale finale spetta e continuerà a spettare al medico e all’odontoiatra».
Un equilibrio tra innovazione e umanità che rappresenta la vera sfida del futuro della sanità, in un contesto dove tecnologia e competenze devono integrarsi per offrire cure sempre più efficaci, sicure e accessibili, in linea con gli investimenti e i modelli organizzativi che stanno ridefinendo il sistema sanitario italiano (nuove strategie e organizzazione sanitaria).