Veneto, Regione-UNCEM-ANCI fanno squadra: strategia unica per lo sviluppo della montagna

Da Cortina l’atto di indirizzo: una linea comune su Dpcm, parametri socioeconomici e misure contro spopolamento e fragilità

17 aprile 2026 22:05
Veneto, Regione-UNCEM-ANCI fanno squadra: strategia unica per lo sviluppo della montagna -
Condividi

CORTINA D’AMPEZZO – Regione del Veneto, UNCEM Veneto e ANCI Veneto avviano un percorso condiviso per definire una strategia di tutela, valorizzazione e sviluppo dei territori montani e più svantaggiati. L’intesa è stata formalizzata con un atto di indirizzo sottoscritto il 17 aprile 2026, con l’obiettivo di arrivare a proposte operative e a un coordinamento stabile tra istituzioni e rappresentanze dei Comuni.

La cornice: la legge nazionale e la partita dei criteri

Al centro del documento c’è la Legge 12 settembre 2025, n. 131, che punta a ridurre gli svantaggi strutturali delle aree montane attraverso misure economiche, fiscali e sociali. La norma prevede, tra l’altro, la classificazione dei Comuni montani, incentivi e sostegni per personale della sanità e della scuola, azioni per giovani imprenditori e smart working nei piccoli centri, oltre a disposizioni su sentieri e rifugi, gestione dei terreni abbandonati, tutela dei grandi alberi e dei boschi monumentali, sicurezza nei cantieri forestali temporanei e linee guida per la selvicoltura.

Regione, UNCEM e ANCI evidenziano però che la questione decisiva non è soltanto l’etichetta di “Comune montano”, ma le conseguenze concrete che la classificazione potrà avere su risorse, opportunità e politiche dedicate. Dopo i passaggi istituzionali di febbraio 2026 – con l’esame in Conferenza unificata e la successiva delibera del Consiglio dei ministri sullo schema di decreto relativo alla classificazione – l’attenzione si sposta ora al futuro Dpcm chiamato a individuare, dentro l’elenco dei Comuni montani, quelli che saranno effettivamente destinatari delle misure di sostegno.

Oltre l’altimetria: pesare anche fragilità e bisogni

L’atto di indirizzo chiede che la selezione dei Comuni beneficiari non si fondi su criteri meramente altimetrici, ma su una valutazione più ampia della complessità territoriale, con una “ponderazione adeguata” di parametri geomorfologici e socioeconomici. In questa impostazione viene richiamata anche l’esperienza della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), che ha utilizzato indicatori legati all’accesso a servizi essenziali – sanità, istruzione, trasporti – settori che in molte aree montane hanno sofferto tagli e razionalizzazioni, accelerando spopolamento e indebolimento economico.

Servizi essenziali e presidio del territorio: i rischi segnalati

Nel testo viene indicato come prioritario evitare che territori già fragili perdano strumenti fondamentali per garantire servizi pubblici essenziali, con ricadute anche sui Comuni di fondovalle e limitrofi. Tra i punti sensibili, le parti richiamano:

  • la necessità di un assetto chiaro delle competenze in materia di tutela territoriale, difesa del suolo e prevenzione del rischio idrogeologico;

  • - l’importanza di servizi adeguati, dall’assistenza sanitaria ai trasporti, come leva per contrastare lo spopolamento;

  • - l’applicazione delle misure sulla scuola previste dalla legge, da calibrare su analisi territoriali complessive e non solo su classificazioni formali.

Il ruolo delle Unioni montane nel modello veneto

Nel ragionamento comune viene valorizzato il ruolo delle Unioni montane, nate dalla trasformazione delle Comunità montane con la legge regionale n. 40 del 2012. Secondo i firmatari, queste realtà hanno consolidato una funzione determinante nella gestione degli interventi di salvaguardia e sviluppo, e nella gestione associata di funzioni e servizi comunali, salvaguardando le autonomie locali soprattutto nei centri più piccoli.

Due impegni: strategia comune e tavolo permanente

L’accordo si traduce in due impegni operativi. Il primo riguarda l’elaborazione di una strategia condivisa, che si concretizzerà in proposte normative e di intervento di competenza statale – anche integrative rispetto alla disciplina attuale, in vista del Dpcm sui Comuni destinatari dei sostegni – e in provvedimenti attuativi a livello regionale per quanto di competenza del Veneto. Il secondo impegno è la costituzione stabile di un tavolo di lavoro comune, pensato come sede continuativa di confronto e proposta su tutte le principali questioni che interessano la montagna.

L’atto è firmato dall’assessore regionale Marco Zecchinato, dal presidente di UNCEM Veneto Ennio Vigne e dal presidente di ANCI Veneto Mario Conte.

Segui Veneto Today