Ulss 2, i nodi aperti negli ospedali trevigiani: Nursing Up chiede organici e riaperture
Dal San Camillo di Treviso ai presidi di Conegliano e Vittorio Veneto, il sindacato segnala posti letto ridotti, servizi sospesi e turni notturni sotto pressione.
Negli ospedali della Marca, secondo Nursing Up, le misure organizzative introdotte nei mesi estivi non sarebbero rientrate con la fine della stagione. Il sindacato degli infermieri parla di reparti ancora non riattivati, posti letto ridotti e personale insufficiente in diversi presidi dell’Ulss 2.
La segnalazione riguarda in particolare Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto. Al centro della contestazione c’è la richiesta di chiarezza sui numeri del personale, sulle cessazioni e sui margini di spesa disponibili per nuove assunzioni.
La richiesta rivolta all’azienda sanitaria
Nel confronto avvenuto mercoledì 7 ottobre con la direzione dell’Ulss 2, riferisce Nursing Up, sarebbe emerso che il direttore generale Giancarlo Bizzarri ha avviato interlocuzioni con la Regione sul tema del reclutamento.
Per il sindacato, però, questo non basta. Guerrino Silvestrini, dirigente regionale Nursing Up Veneto, chiede che vengano resi pubblici i dati aggiornati al 30 settembre 2026 su personale assunto e uscito dall’azienda, insieme alla situazione reale del tetto di spesa. L’obiettivo indicato è accelerare gli inserimenti necessari anche superando eventuali limiti che, secondo il sindacato, ostacolerebbero la copertura dei reparti.
Treviso, posti letto ridotti e reparti sotto pressione
Nel capoluogo, Nursing Up indica una riduzione complessiva di 10 posti letto: 8 in Oncologia e 2 in Terapia Intensiva. Il sindacato lega questo dato a una più ampia difficoltà organizzativa che, a suo giudizio, continua a pesare sull’attività quotidiana dei reparti.
Tra i punti considerati più delicati c’è la Seconda Medicina di Treviso. Qui vengono segnalati 66 posti letto gestiti durante la notte da 2 infermieri e 2 operatori socio-sanitari. Annarita Secchi, dirigente provinciale Nursing Up Treviso, descrive un equilibrio fragile: se uno degli infermieri accompagna un paziente per un esame urgente, la copertura del reparto si riduce ulteriormente.
Secondo il sindacato, da questa organizzazione possono derivare rallentamenti nell’assistenza, con tempi più lunghi per alcune attività e maggiori difficoltà nella gestione dei pazienti. Viene richiamata anche la situazione della Seconda Chirurgia di Treviso, dove le carenze di personale sarebbero aggravate pure da dimissioni volontarie.
Conegliano e Vittorio Veneto, servizi non ancora riaperti
Le criticità elencate da Nursing Up non si fermano a Treviso. A Vittorio Veneto, sempre secondo la ricostruzione sindacale, resteranno chiuse fino a dicembre la Day Week Otorinolaringoiatria e la Week Surgery.
Una proroga analoga viene indicata anche per la Week Surgery dell’ospedale di Conegliano. Nello stesso presidio, il sindacato segnala inoltre frequenti appoggi tra reparti, con una pressione particolare su Ginecologia e Ostetricia e un aumento del carico di lavoro per le ostetriche.
Trasparenza sui tempi e piano per il personale
Nursing Up sollecita ora una ricognizione dettagliata sui servizi sospesi, sui criteri adottati per accorpamenti e chiusure e su date certe per la riattivazione. La richiesta è che il quadro venga chiarito non solo sul piano interno, ma anche rispetto alle ricadute per i pazienti nei diversi ospedali della provincia.
Il sindacato chiede infine un confronto rapido con l’Ulss 2 per affrontare i nodi considerati più urgenti: riapertura dei servizi, copertura degli organici e pubblicazione dei dati su assunzioni, cessazioni e disponibilità economiche. Per Nursing Up, da questi elementi passa una parte decisiva dell’equilibrio assistenziale negli ospedali trevigiani.