Treviso, il TCBF saluta il pubblico ma non finisce qui: due mostre restano aperte fino a novembre
Nel fine settimana conclusivo restano visitabili gli spazi del festival, mentre “25 anni con i Cuccioli!
TREVISO - Il TCBF 2026 entra nella fase finale con l’ultimo weekend di apertura per gran parte delle mostre diffuse nel centro storico. Restano visitabili da giovedì gli spazi principali del Festival internazionale di fumetto e illustrazione di Treviso, mentre due esposizioni continueranno anche nelle prossime settimane: “25 anni con i Cuccioli!” chiuderà il 1° novembre e “Tapum” di Leo Ortolani il 4 novembre.
Dopo il weekend inaugurale da 25 mila presenze, il festival arriva così alle battute conclusive con un calendario che continua a coinvolgere più sedi cittadine e con ingresso gratuito alle mostre, secondo gli orari previsti da ciascuno spazio.
Le sedi ancora aperte in centro storico
Nel terzo e ultimo fine settimana del festival saranno nuovamente aperti lo Spazio Insolito di via Inferiore con “Work-life balance” del talento tedesco-cileno Aisha Franz, la Galleria del Liceo Artistico con “Guarda lontano se gli occhi sono stanchi” di Yi Yang, Pezzi di carta in Santa Maria Maggiore con “Le insolite cose - insolite storie delle solite cose” di Sara Zollo e Casa Robegan, che raccoglie quattro diverse esposizioni.
Restano aperte anche le mostre off: il Collettivo Viscosa alla Pizzeria Piola, la trevigiana Shanti Ranchetti da Ostinate e lo Spazio X con le opere di Adria Marineo.
Il 10 ottobre l'incontro dedicato agli adolescenti
Tra gli appuntamenti collaterali, sabato 10 ottobre a Casa Robegan è in programma “Neurodivergenze tra arte e consapevolezza”, incontro rivolto ai ragazzi del Liceo artistico di Treviso in occasione della Giornata mondiale dedicata alla salute mentale.
Il talk prende spunto dalla mostra “Neurodivergenze - la diversità senza filtri”, composta da 278 tavole e da altrettante storie e modi di abitare il mondo delle neurodivergenze. L’iniziativa è proposta dalla cooperativa sociale Sol.Co insieme al festival e punta a raccontare agli adolescenti come anche l’arte possa aiutare a superare lo stigma della diversità attraverso la comprensione di differenti funzionamenti e sensibilità.
All’incontro interverranno la curatrice della mostra Chiara Stival, la presidente di Sol.Co Luciana Cremonese, la dott.ssa Lisa Loschi, coordinatrice del Centro di Riferimento Regionale per i Disturbi dello Spettro Autistico e referente del servizio IESA dell’Ulss2 Marca Trevigiana, e la psicologa Anna Massaro. L’appuntamento è uno spin off del festival “Robe da mati” di Sol.Co.
Le mostre ospitate a Casa Robegan
Nella stessa sede si possono visitare anche “Aspetteremo insieme la fine”, firmata da Laurie Agusti, Vaga, Isotta Santinelli e Štěpánka Jislová, che affronta il significato delle relazioni tra incontri, trasformazioni e distanze con linguaggi diversi.
A Casa Robegan trova spazio anche “Lezione sugli opposti: Corpicino + Monarch di Aka B e Tuono Pettinato”, omaggio a due fumettisti scomparsi cinque anni fa e accostati in una mostra che li mette a confronto su temi comuni.
Completa il percorso “Best Kept Secret - Ricordando Federico Nardo di Federico Nardo”, curata dal trevigiano Michele Foschini, editore di Bao Publishing. L’esposizione è dedicata all’artista di Dolo, autore che ha collaborato con Red Whale, Marvel, Bonelli e Renoir e che ha firmato serie come Monster Allergy, Angels’ Friends, Young Doctor Strange, Dylan Dog e Nando e Caruso.
Le due mostre che proseguono fino a novembre
Le due esposizioni principali del festival avranno invece un calendario più lungo. Alla Fondazione Benetton “25 anni con i Cuccioli!” resterà aperta fino al 1° novembre: una mostra costruita come omaggio a un universo creativo noto a generazioni di bambini, ma pensata anche per adulti, appassionati e professionisti, con bozzetti originali, storyboard, concept art, tavole, materiali di lavorazione, proiezioni e contenuti inediti.
Al Museo Collezione Salce di Santa Margherita proseguirà fino al 4 novembre “Tapum” di Leo Ortolani, super ospite dell’edizione 2026. La mostra prende il nome da una delle sue opere più intense, ambientata tra le rocce dell’Ortigara, dove la memoria della Grande Guerra viene raccontata con un linguaggio capace di alternare ironia, poesia e partecipazione.