Treviso, stretta estiva nei pubblici esercizi: 26 addetti in nero e 7 segnalazioni

Verifiche della Guardia di Finanza in 22 attività della provincia: emersi 27 lavoratori irregolari, contestazioni anche sugli incassi in quattro locali.

12 agosto 2026 10:54
Treviso, stretta estiva nei pubblici esercizi: 26 addetti in nero e 7 segnalazioni -
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Nel Trevigiano i controlli estivi nei locali hanno fatto emergere un quadro pesante sul fronte dell’occupazione irregolare. Tra giugno e luglio la Guardia di Finanza ha passato al setaccio 22 attività economiche della provincia, rilevando 27 posizioni non in regola, di cui 26 totalmente prive di contratto.

Le verifiche sono state concentrate soprattutto nei fine settimana, quando bar, ristoranti e pubblici esercizi registrano una presenza più alta di clienti e, di conseguenza, un maggiore impiego di personale.

Il bilancio delle ispezioni nella Marca

L’attività ha riguardato diversi punti del territorio provinciale e si inserisce in un monitoraggio rafforzato negli ultimi mesi. Il dato più rilevante riguarda proprio il lavoro sommerso: quasi tutti i lavoratori irregolari individuati risultavano impiegati senza alcuna formalizzazione del rapporto.

Secondo quanto reso noto, l’azione punta a colpire non solo le violazioni in materia di tutela del lavoro, ma anche gli squilibri che si creano nel mercato quando alcune imprese abbattono i costi aggirando regole fiscali e contributive.

Sette attività verso la sospensione

Al termine degli accertamenti, sette pubblici esercizi sono stati segnalati all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per l’eventuale adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. La segnalazione è collegata alla consistenza delle irregolarità riscontrate durante i controlli.

Si tratta di una conseguenza che può incidere in modo diretto sull’operatività dei locali coinvolti, in una fase dell’anno in cui il settore della somministrazione lavora su volumi particolarmente elevati.

Maxi conto tra sanzioni e contestazioni fiscali

Sul piano economico, le somme che l’Ispettorato del Lavoro potrà applicare vanno complessivamente da circa 64mila euro fino a oltre 371mila euro. Un importo che dà la misura dell’impatto potenziale delle violazioni emerse nel corso delle verifiche.

Non è l’unico fronte aperto. In quattro attività, infatti, sono state contestate anche irregolarità legate agli obblighi di memorizzazione dei corrispettivi, tema che riguarda la corretta registrazione degli incassi.

Quattro locali nel mirino anche per gli incassi

Per queste violazioni la normativa prevede una sanzione pari al 70% dell’Iva relativa alla prestazione o alla cessione non registrata, con una soglia minima fissata a 300 euro. Anche sotto questo profilo, dunque, i controlli hanno toccato un aspetto sensibile per la regolarità dell’attività commerciale.

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un’azione capillare nella provincia di Treviso, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e garantire condizioni di concorrenza corrette tra chi opera rispettando le regole e chi invece prova a ridurre costi e adempimenti fuori dai binari previsti.

La linea seguita nella Marca trevigiana conferma l’attenzione alta sui pubblici esercizi durante la stagione di maggiore affluenza, soprattutto nei weekend, quando il ricorso a personale non dichiarato può diventare più frequente. I controlli, in questo contesto, restano uno degli strumenti centrali per arginare il fenomeno.

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