Treviso, al Ca’ Foncello rimossa dal bronco una nocciola in sei pezzi: salvata una bimba di 20 mesi
Bimba di 20 mesi operata al Ca’ Foncello: una nocciola era rimasta nel bronco per due settimane e si era spezzata in sei parti.vata dopo un episodio avvenuto in vacanza: decisivi diagnosi ed endoscopia.
Al Ca’ Foncello di Treviso si è conclusa con esito positivo una procedura particolarmente complessa su una bambina di 20 mesi, arrivata in ospedale con una parte di nocciola finita nelle vie respiratorie. Quando i medici sono intervenuti, il materiale era rimasto nel bronco da quasi due settimane e nel frattempo si era diviso in sei frammenti.
La piccola, residente in Alto Adige e di nazionalità albanese, era stata accompagnata nella Marca dopo un episodio avvenuto durante una vacanza in Albania con i genitori. Il caso è stato affrontato dall’équipe dell’ospedale trevigiano con un intervento endoscopico reso più difficile sia dall’età della paziente sia dall’infiammazione sviluppata attorno al corpo estraneo.
Il sospetto nato dopo il rientro in Italia
Tutto era cominciato mentre la bambina stava mangiando una nocciola. In quel momento erano comparsi tosse e difficoltà a respirare, poi il quadro sembrava essersi attenuato nel giro di pochi minuti.
Nei giorni successivi, però, la famiglia aveva continuato a notare un respiro sibilante. Gli esami eseguiti in Albania avevano evidenziato un lieve enfisema del polmone destro, elemento che aveva fatto ipotizzare l’aspirazione di una parte del frutto secco. Da qui la decisione di rientrare rapidamente in Italia.
L’intervento eseguito a Treviso
La bambina è arrivata al Ca’ Foncello nella serata del 21 agosto. Il giorno seguente gli accertamenti hanno confermato la presenza del corpo estraneo nelle vie aeree e si è scelto di procedere senza rinvii in sala operatoria.
A guidare la procedura è stato il dottor Massimo Sonego, responsabile dell’Unità operativa semplice di Chirurgia endoscopica del Distretto ORL del Ca’ Foncello. Con lui hanno lavorato il dottor Carlo Cattelan, l’anestesista Nicoletta Toppan, l’infermiere strumentista Egidio Berto, l’infermiera di anestesia Paola Romano e l’infermiere di sala Federico Mattarollo.
Nel trattamento della piccola paziente è stato importante anche il contributo del chirurgo pediatra Mario Ferro, che ha messo a disposizione indicazioni tecniche e strumentazione adeguata per un intervento su una bambina di dimensioni così ridotte.
Uno spazio minimo, oltre un’ora e mezza di lavoro
La parte più delicata ha riguardato proprio le condizioni in cui la nocciola si presentava al momento della rimozione. Dopo giorni nel bronco, il corpo estraneo non era più integro: si era spezzato in sei pezzi e la reazione infiammatoria aveva ristretto ulteriormente il passaggio, rendendo più difficile sia la visualizzazione sia l’estrazione.
Su una bimba di circa 10 chili è stato necessario usare un broncoscopio rigido. Il canale operativo disponibile misura appena 3,5 millimetri: è all’interno di quello spazio che il chirurgo deve cercare i frammenti, afferrarli e portarli fuori, mentre l’anestesista continua a garantire la ventilazione utilizzando la stessa via respiratoria.
La procedura è andata avanti per oltre un’ora e mezza e si è conclusa con la rimozione completa di tutti i frammenti, nonostante il rischio aumentato di sanguinamento legato all’infiammazione locale.
Il decorso e il messaggio ai genitori
Dopo l’operazione la bambina è stata tenuta sotto controllo in Terapia intensiva nel postoperatorio, quindi trasferita in reparto per altri tre giorni di cure e osservazione. Al termine del ricovero è stata dimessa guarita.
Il caso, spiegano i sanitari, richiama l’attenzione su episodi che possono sembrare risolti dopo i primi minuti. Se dopo un soffocamento persistono tosse, sibili o difficoltà respiratorie, è importante far valutare il bambino perché un corpo estraneo nelle vie aeree può provocare complicazioni rilevanti.
C’è poi il tema della prevenzione: nei bambini molto piccoli la masticazione e la deglutizione non sono ancora mature come negli adulti. Per questo alimenti come la frutta secca, in particolare se intera o a pezzetti, richiedono grande cautela e vanno proposti solo in forme adatte all’età, seguendo le indicazioni del pediatra.