Tezenis, il ko con Varese pesa anche sul calendario veneto: al Pala AGSM AIM finisce 88-99
Verona resta in partita a lungo ma cede nell’ultimo quarto. La prova di Tobey non basta, mentre Varese conferma ritmo e profondità offensiva.
Per tre quarti Verona ha tenuto aperta la sfida, poi Varese ha cambiato passo e ha portato via dal Pala AGSM AIM due punti pieni. L’88-99 della sesta giornata lascia alla Tezenis una sconfitta che matura soprattutto nel finale, quando gli ospiti hanno trovato più soluzioni e maggiore continuità al tiro.
Per il basket veneto è un risultato che fotografa bene il momento della squadra scaligera: competitiva a lungo, ma ancora alla ricerca della spinta necessaria per chiudere le partite contro avversarie di alto livello offensivo. Dopo il precedente stop di Trieste, per Verona arriva così un altro passaggio delicato in questa prima fase di stagione.
Una partita rimasta aperta fino agli ultimi dieci minuti
I parziali raccontano un confronto equilibrato per larghi tratti: 23-25 al 10’, 44-50 all’intervallo, 71-73 alla fine del terzo periodo. Verona era riuscita anche a rientrare con decisione dopo il primo tempo, trovando energia e ritmo per rimettere pressione a una Varese che però non si è scomposta.
Il punto di rottura è arrivato nell’ultimo quarto, chiuso 26-17 dagli ospiti. È lì che la Openjobmetis ha costruito il margine definitivo, senza affidarsi a un solo uomo ma distribuendo possessi e responsabilità offensive con buona lucidità.
Tobey trascina Verona, ma Varese ne porta cinque in doppia cifra
La Tezenis ha avuto nel suo lungo il riferimento più solido della serata. Mike Tobey ha firmato 27 punti e 15 rimbalzi, confermandosi il giocatore più continuo dei gialloblù vicino a canestro. Accanto a lui sono arrivati anche i contributi di Samuels con 15 punti, Meléndez con 14 e Loro con 13.
Dall’altra parte, però, Varese ha risposto con una produzione più diffusa. Hale ha chiuso a 19, Duke a 18, Kamagate a 14, Librizzi a 12 e Alviti a 10. Un dato che spiega bene perché Verona, pur restando agganciata alla partita, non sia riuscita a contenere tutte le linee offensive avversarie nei momenti decisivi.
Il divario vero nasce dal perimetro
Se si guarda ai numeri, la differenza più netta non arriva dal gioco interno. Verona ha avuto buone percentuali da due punti, ma Varese ha scavato il solco con il tiro pesante: 13 triple realizzate contro le 5 dei veneti. È uno scarto che ha inciso in modo diretto sull’economia del match e che ha compensato anche il leggero svantaggio ospite a rimbalzo.
Un altro elemento significativo riguarda la gestione del pallone. La Tezenis ha chiuso con 20 palle perse, Varese con 15. In una gara rimasta in bilico a lungo, questi dettagli hanno finito per pesare ancora di più quando il margine d’errore si è ridotto nel quarto conclusivo.
Per Verona un’altra sconfitta da leggere con attenzione
Il passivo finale non racconta una gara a senso unico, ma conferma una difficoltà emersa anche negli ultimi impegni: quando il punteggio si alza e gli avversari trovano continuità, la Tezenis fatica a governare gli ultimi possessi con la stessa efficacia. È un aspetto che il gruppo scaligero dovrà sistemare per evitare che buone prestazioni individuali restino senza risultato.
Il calendario, in questa fase, non concede molto. Varese sale a 4 vittorie e 2 sconfitte, mentre Verona incassa il secondo stop consecutivo. Per una piazza come quella scaligera, che punta a restare agganciata alla parte viva del campionato, il tema non è soltanto il risultato singolo ma la capacità di reagire subito.
Il prossimo incrocio che interessa anche il Veneto
La vittoria varesina diventa ora un riferimento anche per leggere il prossimo turno, quando la Openjobmetis affronterà l’APU Udine domenica 8 novembre alle 19 all’Itelyum Arena. Per chi osserva il quadro del Nordest, il successo ottenuto a Verona consegna l’immagine di una squadra capace di accelerare nel momento decisivo e di colpire con più uomini.
Per la Tezenis, invece, questa partita lascia una traccia chiara: contro Varese non basta restare dentro al match per trenta minuti. Serve tenuta fino all’ultimo quarto, maggiore pulizia nella gestione dei possessi e più efficacia nel limitare il tiro da fuori. È da qui che passa la lettura più concreta dell’88-99 maturato sul parquet veronese.