Vittorio Veneto, truffa del falso carabiniere: recuperati i gioielli consegnati da un’85enne
Due arresti a Vittorio Veneto per truffe del falso carabiniere. Recuperati e restituiti a un’85enne 33 grammi di gioielli d’oro.
VITTORIO VENETO – Un falso tesserino dell’Arma, con la propria fotografia in uniforme, e un sacchetto contenente 33 grammi di monili d’oro appena sottratti a un’anziana. È quanto hanno trovato i Carabinieri quando hanno bloccato un 18enne originario della provincia di Salerno, arrestato insieme a una 55enne proveniente dalla provincia di Napoli.
L’intervento della Compagnia di Vittorio Veneto è avvenuto nel pomeriggio di martedì 6 ottobre. I due, entrambi incensurati, sono ritenuti responsabili di truffa e tentata truffa aggravate ai danni di persone anziane, attraverso la tecnica del “falso carabiniere”. I gioielli recuperati sono stati restituiti alla proprietaria, una donna di 85 anni.
Le chiamate al 112 fanno scattare l’operazione
Nella giornata erano arrivate al 112 diverse segnalazioni di tentativi di truffa, concentrati nella zona nord del comune trevigiano.
I militari dell’Aliquota Operativa, intervenuti in abiti civili con il supporto delle pattuglie di zona, hanno individuato la 55enne in località Longhere, all’altezza di via Cesana. La donna si trovava a bordo di un’automobile a noleggio, ferma con il motore acceso, in attesa del giovane.
Le segnalazioni hanno consentito di intervenire mentre era ancora in corso l’azione contestata. Anche nella recente truffa dei Bitcoin sventata in provincia di Udine, l’allarme di una familiare aveva permesso ai Carabinieri di recuperare il denaro consegnato da un anziano.
Il tentativo di fuga e il falso tesserino
Il 18enne è stato bloccato dopo un breve tentativo di fuga a piedi. Durante il controllo, i militari lo hanno trovato in possesso del tesserino contraffatto dell’Arma e del sacchetto con i monili.
Gli accertamenti immediati hanno permesso di ricostruire la provenienza dell’oro: secondo quanto emerso, era stato appena consegnato da un’85enne residente nella zona, ingannata da una telefonata.
La telefonata sulla rapina mai avvenuta
L’anziana sarebbe stata contattata da un complice, che l’avrebbe indotta a consegnare i preziosi per evitare le presunte conseguenze di una rapina mai avvenuta.
La ricostruzione dei Carabinieri collega quella telefonata alla successiva consegna dei gioielli. Grazie all’intervento, la refurtiva è stata interamente recuperata e restituita alla vittima.
Contestato anche un tentativo ai danni di un’87enne
Ai due arrestati è stato addebitato anche un ulteriore tentativo di truffa, avvenuto nella stessa mattinata ai danni di un’altra residente, di 87 anni.
Anche in questo episodio sarebbe stata utilizzata la storia della finta rapina. In quella circostanza, secondo gli accertamenti, sarebbe stata la 55enne a tentare di ottenere i gioielli dall’anziana.
Gli episodi sono al centro dell’attività investigativa, mentre le altre notizie del territorio sono raccolte negli aggiornamenti di cronaca del Nordest.
Il giovane trattenuto, la donna scarcerata in attesa della convalida
Dopo l’arresto in flagranza, il 18enne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri, in attesa di comparire davanti al giudice di Treviso per l’udienza di convalida con rito direttissimo.
La 55enne è stata invece scarcerata in attesa della convalida, in ragione della sua incensuratezza, come riferito nel comunicato.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per entrambi vale la presunzione di innocenza: la responsabilità penale potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.