Soligo, il paese torna davanti al monumento: omaggio agli otto civili uccisi nel 1944

A Farra di Soligo la commemorazione dell’eccidio nazista del 1° settembre: corteo, corona e ricordo di una delle ferite più profonde del Quartier del Piave.

02 settembre 2026 12:36
Soligo, il paese torna davanti al monumento: omaggio agli otto civili uccisi nel 1944 -
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La memoria di una delle pagine più dolorose del Quartier del Piave è tornata al centro della vita pubblica di Soligo. Nella serata del 1° settembre 2026 la comunità di Farra di Soligo si è riunita per rendere omaggio agli otto civili assassinati durante la strage nazista del 1944.

L’appuntamento si è svolto al Monumento ai Caduti di Soligo, luogo simbolico di un ricordo che nel territorio trevigiano continua a conservare un forte significato civile. L’iniziativa è stata promossa dal Comune, che ha rinnovato il tributo alle vittime a 82 anni dai fatti.

Il ricordo degli otto nomi

Durante la commemorazione sono stati richiamati i nomi di Giuseppe Bonaventura, Ruggero Camilotto, Vigilio Nardi, Paride Pecoretti, Giuseppe Tomasi, dei fratelli Giovanni e Olivo Ricoldo e di Pietro Simoni di Monchera.

Sette di loro vennero presi nell’area di Villa Brandolini, a Soligo, mentre erano impegnati nelle occupazioni di ogni giorno. Tra le vittime figuravano lavoratori dell’azienda agricola e contadini della zona. Furono uccisi nel punto dove oggi sorge il monumento. Pietro Simoni, invece, perse la vita a Monchera.

La cerimonia tra corteo e deposizione della corona

Il programma si è aperto nel piazzale della Pro Loco di Soligo, da cui è partito il corteo diretto verso il monumento. Qui si sono susseguiti i momenti ufficiali della commemorazione: la benedizione, l’alzabandiera e la deposizione della corona.

Alla cerimonia hanno preso parte anche le associazioni combattentistiche e d’arma, insieme ai rappresentanti istituzionali. Un momento sobrio, costruito attorno al raccoglimento e alla volontà di tenere vivo un passaggio decisivo della storia locale.

Una rappresaglia che colpì tutto il territorio

L’uccisione degli otto civili non fu un episodio isolato, ma si inserì nel quadro più ampio della violenza nazifascista che tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre 1944 investì Farra di Soligo e l’intera area del Quartier del Piave.

Le ricostruzioni storiche ricordate anche in occasione della cerimonia parlano di rastrellamenti e devastazioni compiuti da reparti tedeschi e uomini della Repubblica di Salò. In quei giorni il paese fu attraversato da una spirale di violenza che lasciò segni profondi nella popolazione.

Locandina: Farra di Soligo ricorda l’eccidio nazista del 1° settembre 1944: commemorati otto

Nel bilancio di quella rappresaglia ci furono anche gravi danni al patrimonio abitativo e rurale: oltre cento tra case e stalle vennero incendiate oppure danneggiate in diverse zone del comune, costringendo molte famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni.

Il valore pubblico della commemorazione

A nome dell’amministrazione comunale è intervenuto il consigliere Davide Nadai, sottolineando il significato del ricordo come passaggio necessario per trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di quanto accadde in questo territorio.

Il senso della cerimonia, nelle parole richiamate dal Comune, va oltre l’omaggio alle vittime: riguarda la difesa di pace, libertà e democrazia, valori che proprio da vicende come questa traggono una parte della loro forza più concreta.

A custodire stabilmente quella memoria resta il Monumento ai Caduti di Soligo. A questo si aggiunge il riconoscimento ottenuto dal Comune di Farra di Soligo nel 2008, quando arrivò la Medaglia di bronzo al Valor Civile per le sofferenze subite dalla popolazione e per il comportamento tenuto negli anni della lotta di liberazione.

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