Sicurezza sul lavoro, a Mestre l’ultima tappa del percorso Anas tra formazione e responsabilità condivisa

Al Museo M9 si è concluso il ciclo promosso da Anas con la Fondazione LHS: coinvolti i dipendenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia.

24 settembre 2026 17:50
Sicurezza sul lavoro, a Mestre l’ultima tappa del percorso Anas tra formazione e responsabilità condivisa -
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La chiusura del Safety Tour di Anas è andata in scena a Mestre, negli spazi del Museo M9, con una giornata dedicata a un tema che per chi lavora su strade e cantieri resta centrale: la prevenzione. L’appuntamento del 24 settembre ha segnato il passaggio finale del percorso costruito insieme alla Fondazione LHS – Leadership in Health & Safety.

L’iniziativa ha riunito il personale della Struttura Territoriale Anas Veneto e Friuli Venezia Giulia, chiamato a confrontarsi non solo su norme e procedure, ma soprattutto sul modo in cui la sicurezza entra nelle decisioni di ogni giorno, nei comportamenti individuali e nell’attenzione verso i colleghi.

Il Veneto scelto per la tappa conclusiva

Che la conclusione del tour sia arrivata proprio a Mestre non è un dettaglio secondario. La tappa veneta ha chiuso un ciclo di incontri portati avanti da Anas in diversi territori, con l’obiettivo di rafforzare una cultura del lavoro più consapevole rispetto ai rischi e più orientata alla responsabilità personale.

Ad aprire i lavori è stato Ettore de la Grennelais, responsabile della Struttura Territoriale Anas Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nel suo intervento ha richiamato un punto preciso: la tutela delle persone non si esaurisce nel rispetto formale delle regole, ma richiede la capacità concreta di riconoscere un pericolo, segnalarlo e mantenere alta l’attenzione nelle attività quotidiane.

La presenza della Regione e il richiamo al coordinamento

All’incontro hanno partecipato anche il vicepresidente della Regione Veneto e assessore al Lavoro e Sicurezza Lucas Pavanetto, insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Zecchinato. La presenza della Regione ha dato alla giornata anche un valore istituzionale, oltre che formativo.

Zecchinato ha ringraziato Anas per aver individuato il Veneto come sede dell’ultima tappa del percorso, sottolineando l’utilità di appuntamenti di questo tipo per rafforzare la preparazione di chi opera sul campo. Ha inoltre richiamato l’importanza della programmazione sia nell’attività ordinaria sia nelle situazioni di emergenza, ricordando il Protocollo per il coordinamento delle infrastrutture stradali promosso dalla Regione con i principali gestori, il supporto della Polizia di Stato e delle Prefetture provinciali, il coordinamento di Venezia e l’Ufficio scolastico regionale.

Dal confronto tecnico al linguaggio del teatro

Nel corso della giornata hanno portato il loro contributo anche Aurora Clazzer, responsabile QHSE di Anas, e Davide Scotti, segretario della Fondazione LHS – Leadership in Health and Safety. Il confronto si è concentrato sui temi della safety leadership e sul legame tra qualità del lavoro e protezione delle persone.

Tra i momenti del programma anche #IMPROSAFE, proposta della compagnia Improforma pensata per affrontare la sicurezza nei luoghi di lavoro con un linguaggio diverso da quello tradizionale. Il teatro è stato utilizzato come strumento di coinvolgimento per ragionare su atteggiamenti, errori ricorrenti e consapevolezza dei rischi.

L’obiettivo dichiarato: trasformare le regole in comportamenti

Nel messaggio conclusivo Lucas Pavanetto ha insistito sulla necessità di andare oltre il piano teorico. Regole e procedure, ha evidenziato, diventano davvero efficaci quando si traducono in scelte concrete e in abitudini corrette sul lavoro.

Il vicepresidente della Regione ha ricordato anche il peso umano degli infortuni, che non incidono soltanto sull’attività professionale ma coinvolgono famiglie e percorsi di vita. Da qui il richiamo a una prevenzione costruita insieme da istituzioni, aziende e lavoratori, dentro una linea che il Veneto indica con chiarezza: rafforzare formazione, controlli e collaborazione con il traguardo di ridurre sempre di più gli incidenti.

È il senso della visione ribadita da Anas nel corso del tour: non separare mai i risultati dalla tutela delle persone. Un principio che a Mestre ha chiuso il percorso, ma che nelle intenzioni degli organizzatori deve continuare a tradursi in pratica quotidiana nei luoghi di lavoro.

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