San Martino Buon Albergo, 15enne ripescato dal Fibbio: decisivo il gesto di un agente libero dal servizio
Il ragazzo è stato riportato a riva dopo essere finito in difficoltà nel torrente. Ora è ricoverato in terapia intensiva in condizioni critiche.
Una corsa contro il tempo lungo il Fibbio, nel territorio di San Martino Buon Albergo, ha evitato che un pomeriggio tra amici si trasformasse subito in tragedia definitiva. Un ragazzo di 15 anni, entrato nel torrente, è stato recuperato grazie all’intervento di un agente di polizia penitenziaria che in quel momento non era in servizio.
Il minorenne si trova ora ricoverato in ospedale, nel reparto di terapia intensiva, in un quadro clinico che resta molto serio. Le ore successive al recupero vengono considerate decisive, soprattutto per valutare le possibili conseguenze del tempo trascorso in acqua e dell’arresto delle funzioni vitali.
Il recupero dalle acque del Fibbio
A fare la differenza è stato Vincenzo Duonnolo, che stava transitando nella zona in mountain bike. Richiamato dalle urla, ha capito immediatamente la gravità della situazione, ha lasciato la bici e si è buttato nel torrente per raggiungere il giovane.
Il quindicenne è stato riportato a riva, ma al momento del recupero era incosciente. Da lì è iniziata la fase più delicata, con le manovre di soccorso necessarie a tentare di far ripartire il cuore.
Secondo quanto ricostruito finora, sarebbero passati circa dieci minuti prima del ritorno del battito. Un intervallo lunghissimo in termini di emergenza sanitaria, che spiega la forte preoccupazione dei medici per eventuali danni neurologici.
Come il bagno nel torrente è diventato un’emergenza
Il ragazzo si trovava insieme a un gruppo di amici. In una giornata di caldo, l’ingresso in acqua potrebbe essere stato un tentativo di trovare sollievo, ma qualcosa è andato storto in pochi istanti.
Tra le ipotesi al vaglio ci sono la presenza di un mulinello, una corrente in grado di metterlo in crisi oppure lo shock provocato dalla temperatura molto fredda dell’acqua. Elementi che nei corsi d’acqua possono presentarsi anche quando dalla riva la situazione appare gestibile.
Proprio il Fibbio, come altri torrenti e canali del Veronese, può nascondere tratti insidiosi: sbalzi di profondità, vortici e punti in cui la corrente cambia improvvisamente intensità. Sarà la ricostruzione dei fatti a chiarire cosa abbia causato la perdita di controllo del ragazzo.
Il ricovero e l’apprensione nel Veronese
Dopo le prime cure, il 15enne è stato trasferito in elicottero in ospedale. Il ricovero in terapia intensiva conferma la gravità dell’episodio e tiene con il fiato sospeso familiari, amici e comunità locale.
La vicenda riporta l’attenzione su un tema che in Veneto si ripresenta ogni estate: fiumi, torrenti e canali vengono spesso avvicinati come luoghi di refrigerio, ma possono diventare pericolosi in tempi rapidissimi, soprattutto per i più giovani.
Negli ultimi giorni, nel territorio veronese, non sono mancati altri interventi legati all’acqua, compreso il recupero di due ragazzini rimasti bloccati lungo l’argine dell’Adige. E nelle scorse settimane un altro adolescente aveva perso la vita nel Guà. Episodi diversi, ma accomunati dalla stessa fragilità davanti a corsi d’acqua che non perdonano leggerezze.
Il peso dei primi minuti
In casi come questo, l’immediatezza dell’aiuto può cambiare l’esito. Il gesto dell’agente fuori servizio ha permesso di tirare fuori il ragazzo dal torrente e di consegnarlo alle cure sanitarie in un passaggio decisivo.
Resta ora l’attesa per l’evoluzione delle sue condizioni. A San Martino Buon Albergo, intanto, la notizia ha lasciato un segno profondo: per un quindicenne e per chi gli era vicino, il confine tra un bagno estivo e una tragedia si è rivelato sottilissimo.
Aggiornamento
A salvarlo è stato Vincenzo Duonnolo, agente di polizia penitenziaria fuori servizio, che si è tuffato nel torrente Fibbio dopo aver sentito le urla mentre passava in mountain bike. Il 15enne, riportato a riva privo di sensi e rianimato dopo circa dieci minuti, è stato elitrasportato in ospedale e resta ricoverato in terapia intensiva in gravi condizioni.