San Gregorio nelle Alpi, escursionista recuperato nella notte sul Pizzocchetto: decisivo il tracciato dell’orologio

Il 26enne, partito per un’uscita in montagna, è stato individuato dopo una caduta tra le rocce. Trasferito in ospedale a Treviso in condizioni gravi.

12 ottobre 2026 10:36
San Gregorio nelle Alpi, escursionista recuperato nella notte sul Pizzocchetto: decisivo il tracciato dell’orologio -
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Una traccia digitale, seguita metro dopo metro in un’area resa difficile dalle nuvole basse, ha permesso di localizzare un giovane escursionista disperso tra il Pizzocco e il Pizzocchetto, nel Bellunese. Il 26enne, residente a Roma, è stato trovato vivo dopo essere precipitato lungo un tratto roccioso e poi trasferito in ospedale a Treviso in condizioni serie.

Il recupero si è concluso nella notte, al termine di un intervento lungo e complesso sulle montagne di San Gregorio nelle Alpi. A fare la differenza sono stati gli ultimi dati registrati dall’orologio Garmin che il ragazzo portava al polso, indicazione che ha orientato le squadre verso la zona giusta.

La ricerca riorientata grazie ai dati GPS

In un primo momento le verifiche si erano concentrate a partire da località Roncoi, dove era stata trovata l’auto del giovane. L’allarme era scattato in serata, quando non aveva fatto ritorno e il cellulare non risultava raggiungibile.

Per le ricerche sono entrati in azione il Soccorso alpino di Feltre, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco e la Polizia, impegnati sui percorsi che salgono verso il Monte Pizzocco. Un supporto importante è arrivato anche dai familiari, in viaggio da Roma, che hanno messo a disposizione gli account collegati al dispositivo indossato dal 26enne.

Da quelle informazioni è stato possibile ricostruire l’ultima parte del tracciato e restringere il campo dietro la cengia del Monte Pizzocchetto. Un passaggio decisivo, soprattutto perché le condizioni meteo non consentivano un utilizzo pieno dei mezzi aerei.

Le nuvole fermano gli elicotteri, il recupero va avanti da terra

Da Bolzano si era alzato in volo anche l’elicottero della Guardia di Finanza dotato di Imsi Catcher, strumento usato per la localizzazione dei telefoni cellulari. La copertura nuvolosa, però, ha impedito al velivolo di operare in quota come previsto.

Problemi analoghi hanno coinvolto anche l’eliambulanza di Treviso. Un primo avvicinamento non è andato a buon fine, poi il mezzo è rimasto in attesa a San Gregorio nelle Alpi. Anche un secondo tentativo è stato bloccato dalla scarsa visibilità.

Gli oggetti trovati lungo il pendio e il ferito tra le balze

Raggiunta a piedi l’area indicata dal GPS, i soccorritori hanno iniziato a scendere lungo il versante. Durante la progressione sono comparsi alcuni effetti personali del giovane, segni che hanno confermato di essere sulla direttrice giusta.

Poco dopo il 26enne è stato individuato tra le rocce. Secondo la ricostruzione, era scivolato precipitando per circa cento metri. Quando è stato raggiunto era ancora vivo, ma presentava un quadro critico legato ai traumi subiti nella caduta.

Il medico di stazione e i tecnici del soccorso lo hanno stabilizzato sul posto, mentre veniva organizzata la fase più delicata: riportarlo fuori da una zona impervia e coperta dalle nubi, in modo da consentire il successivo recupero dall’alto.

La barella issata con le corde prima del volo per Treviso

Il ferito è stato sistemato in barella e sollevato con manovre in corda per circa cento metri fino al sentiero. Da lì è iniziato un ulteriore trasferimento a spalla in discesa, per altri duecento metri, fino a raggiungere un punto più favorevole.

Solo verso le 4.30 l’eliambulanza è riuscita ad avvicinarsi. Il tecnico di elisoccorso è stato calato con il verricello, ha agganciato la barella e completato il recupero. Il giovane è stato quindi portato al campo base di San Gregorio nelle Alpi, affidato all’équipe sanitaria e poi trasferito all’ospedale di Treviso.

L’intervento si è chiuso dopo ore di lavoro coordinate tra squadre a terra e mezzi aerei, in un’area montana dove la visibilità ridotta ha inciso in modo determinante su tempi e modalità del soccorso.

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