San Giorgio, a La Crose torna una scultura: nuovo tassello nel percorso tra memoria e paesaggio

A Farra di Soligo installato un bull terrier in legno firmato da Oscar Stella: l’area sulla collina continua il suo rilancio tra arte, storia e cammini.

27 ottobre 2026 12:59
San Giorgio, a La Crose torna una scultura: nuovo tassello nel percorso tra memoria e paesaggio -
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Sulla sommità di San Giorgio, a Farra di Soligo, il percorso di recupero de La Crose si arricchisce di una nuova presenza. Nell’area che negli ultimi anni è stata restituita alla frequentazione pubblica è stata collocata una scultura lignea che raffigura un bull terrier, destinata a diventare un altro segno riconoscibile di questo angolo delle colline trevigiane.

L’opera porta la firma di Oscar Stella ed è stata realizzata con la supervisione di Mario Zuan. La collocazione non è casuale: nello stesso punto, tempo fa, era presente una scultura simile, poi compromessa dall’esposizione alle intemperie e dal trascorrere degli anni.

Un itinerario che continua a prendere forma

L’intervento si inserisce in un progetto più ampio seguito dal Comune, con il coordinamento dell’assessore all’ambiente Michele Andreola. L’obiettivo è dare continuità al rilancio di un sito che per la comunità locale conserva un valore affettivo e identitario, oltre che paesaggistico.

La Crose, infatti, non è soltanto un punto panoramico. Il sentiero che porta in quota è stato via via trasformato in un piccolo itinerario nel verde, dove arte e memoria si intrecciano. L’arrivo della nuova scultura contribuisce a rafforzare questa lettura del luogo, rendendolo ancora più riconoscibile per chi lo frequenta.

Il legame con la storia del territorio

Una parte importante del significato dell’area è legata alla Grande Guerra. Dopo Caporetto, nel 1917, questa porzione del Quartier del Piave si trovò coinvolta negli effetti diretti del conflitto, con la presenza delle truppe austro-ungariche e il pericolo costante dei bombardamenti in una zona vicina alla linea del Piave.

Proprio per questo la collina di San Giorgio divenne un punto di riparo. Un anfratto naturale venne adattato a rifugio e con il tempo è rimasto nella memoria collettiva come la grotta-bunker de La Crose. Le ricostruzioni parlano di uno spazio che arrivò ad accogliere un centinaio di persone tra residenti e sfollati, in una delle fasi più dure della guerra.

Tra sculture, pannelli e la panchina gigante

Il recupero dell’area è passato negli ultimi anni da una serie di interventi concreti: prima la pulizia della vegetazione, poi il ripristino della fruibilità del percorso, quindi l’inserimento di più elementi capaci di accompagnare la visita. Lungo il tracciato sono state posizionate diverse sculture in legno, mentre sul versante sud trovano spazio pannelli dedicati al contesto storico del primo conflitto mondiale.

A dare ulteriore visibilità al colle è stata anche l’installazione, nel giugno 2026, della Panchina Gigante ufficiale numero 468, realizzata da Alto Trevigiano Servizi. Un’aggiunta che ha portato nuovi visitatori e ha consolidato La Crose come punto d’interesse nelle colline del Trevigiano.

Resta poi uno dei simboli del luogo: l’alta croce in legno sormontata da un gallo, presenza che nel secondo dopoguerra ha continuato a caratterizzare il profilo dell’area e a mantenerne viva la riconoscibilità nel paesaggio.

Il commento del Comune

Secondo l’assessore Michele Andreola, la nuova figura del bull terrier si colloca dentro un disegno più ampio, pensato per restituire alla cittadinanza uno spazio significativo e renderlo al tempo stesso accogliente per chi arriva da fuori. Andreola ha anche ringraziato Oscar Stella e Mario Zuan per il contributo dato al progetto.

Per Farra di Soligo, l’intervento aggiunge dunque un nuovo elemento a un luogo che unisce cammino, memoria storica e valorizzazione del paesaggio. La Crose continua così a costruire la propria identità come tappa locale dove il racconto del passato convive con una fruizione contemporanea del territorio.

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