San Biagio, non ce l’ha fatta la bambina ferita nello schianto sulla Postumia

La piccola Favour, 9 anni, è morta al Ca’ Foncello dopo il frontale di venerdì. L’indagine sull’incidente ora si allarga all’ipotesi di omicidio stradale.

23 giugno 2026 01:11
Notizia verificata · Fonte: aulss2.veneto.it · Vedi fonti
San Biagio, non ce l’ha fatta la bambina ferita nello schianto sulla Postumia -
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Si è conclusa nel modo più doloroso la vicenda del grave incidente avvenuto venerdì sulla Postumia, nel territorio di San Biagio di Callalta. La bambina di 9 anni coinvolta nel frontale tra un’auto e un mezzo pesante, residente a Treviso, è morta al Ca’ Foncello dopo alcuni giorni di ricovero in condizioni critiche.

La piccola, Edewede Osabhie Favour, era stata trasferita d’urgenza all’ospedale trevigiano subito dopo lo scontro. Il quadro clinico, apparso da subito molto serio, è peggiorato fino al decesso avvenuto lunedì 22 giugno.

Il ricovero al Ca’ Foncello e i tentativi dei medici

Dopo l’impatto la bambina aveva perso conoscenza. I sanitari avevano eseguito a lungo le manovre di rianimazione prima del trasferimento in elicottero verso Treviso, dove era stata presa in carico dai medici del Ca’ Foncello.

Per giorni la speranza è rimasta appesa alle cure del reparto, ma le lesioni riportate nello schianto si sono rivelate troppo gravi. La notizia della sua morte ha colpito profondamente il capoluogo e il territorio trevigiano.

Che cosa è successo sulla Postumia

L’incidente risale a venerdì intorno alle 13.30. La collisione è avvenuta lungo la Postumia, nel comune di San Biagio di Callalta, dove una Citroen C3 su cui viaggiavano la bambina, la madre e la sorella più piccola si è scontrata frontalmente con un tir che arrivava dalla direzione opposta.

In base ai primi elementi raccolti, l’utilitaria guidata dalla madre, una donna di 33 anni di origine nigeriana, avrebbe oltrepassato la mezzeria finendo nella corsia contraria. Il camion era condotto da un quarantenne che, secondo la ricostruzione iniziale, non sarebbe riuscito a evitare l’urto.

Le conseguenze più pesanti sono ricadute sulla bambina, che si trovava sul lato passeggero. La violenza dello schianto ha reso immediatamente evidente la gravità della situazione.

Le altre persone coinvolte

Nell’auto c’erano anche la madre e la sorellina di 8 anni. Entrambe sono state portate in pronto soccorso per essere visitate, ma le loro condizioni non hanno richiesto il ricovero e sono state poi dimesse.

Per Favour, invece, il decorso è rimasto sempre molto delicato fino all’esito finale arrivato dopo tre giorni di lotta in ospedale.

L’indagine cambia con il decesso della bambina

Con la morte della piccola cambia anche il quadro giudiziario dell’inchiesta aperta dopo l’incidente. L’ipotesi di reato, infatti, passa dalle lesioni all’omicidio stradale, come previsto in casi di questo tipo.

Tra gli atti dell’indagine ci sarà anche l’iscrizione nel registro degli indagati della madre della bambina, un passaggio tecnico necessario per permettere tutti gli approfondimenti sulla dinamica e sulle eventuali responsabilità.

La Citroen C3 e il camion sono stati sequestrati e verranno esaminati per raccogliere elementi utili alla ricostruzione precisa di quanto accaduto sulla carreggiata.

I punti da chiarire sulla sicurezza a bordo

Le verifiche riguardano anche il modo in cui viaggiavano le tre persone all’interno dell’auto. Gli investigatori dovranno accertare l’uso delle cinture di sicurezza e la presenza di un sistema di ritenuta adeguato per la bambina.

Uno degli aspetti più delicati riguarda infatti la sua posizione sul sedile anteriore. Gli accertamenti dovranno stabilire se il trasporto fosse conforme alle regole previste per i minori, che impongono dispositivi specifici fino a 1,50 metri di altezza.

Il lavoro della polizia locale

A seguire i rilievi e la ricostruzione del frontale è la polizia locale di San Biagio di Callalta. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche una possibile distrazione alla guida, ma il quadro resta ancora da definire sulla base di testimonianze, tracce lasciate sull’asfalto ed esami tecnici sui veicoli.

Resta ora il peso di una tragedia che tocca da vicino Treviso e il suo hinterland. Alla famiglia della bambina si affiancano il dolore di una comunità e l’attesa di risposte su un incidente che ha spezzato la vita di una bambina di soli 9 anni.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 23 giugno 2026

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