Psicologia fuori dagli studi: in Veneto 1.200 partecipanti al festival tra incontri e teatro

Bilancio positivo per la rassegna promossa dall’Ordine del Veneto: 26 appuntamenti gratuiti tra Padova, Treviso e Verona, con focus su relazioni, identità e tecnologia.

12 ottobre 2026 15:25
Psicologia fuori dagli studi: in Veneto 1.200 partecipanti al festival tra incontri e teatro -
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Un pubblico numeroso, sale aperte in tre città e un programma pensato per portare il confronto psicologico dentro gli spazi della vita culturale veneta. Si è chiusa domenica 11 ottobre l’edizione 2026 del Festival della Psicologia, che tra Padova, Treviso e Verona ha registrato complessivamente 1.200 presenze.

La manifestazione, organizzata dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, ha messo insieme 26 iniziative a ingresso libero e 40 relatori, con un filo conduttore centrato sulle relazioni: quelle con sé stessi, con gli altri e con il contesto sociale in cui viviamo.

Per due giornate, università, biblioteche, teatri e altri luoghi cittadini hanno ospitato incontri, laboratori e momenti performativi, con l’idea di rendere accessibili temi che spesso restano confinati negli ambiti specialistici.

Festival della Psicologia 2026, 1.200 presenze tra Padova, Treviso e Verona

Un festival diffuso su temi vicini alla quotidianità

Il cuore dell’edizione 2026 è stato il tema “La Psicologia delle relazioni che ci attraversano”. Un titolo che ha fatto da cornice a questioni molto concrete: la solitudine tra i più giovani, i rapporti familiari, la violenza nei legami affettivi, l’identità personale, il rapporto con il corpo, l’influenza dei social e il peso che anche eventi internazionali lontani possono avere sull’equilibrio individuale.

Luca Pezzullo, dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, ha spiegato che il Festival nasce per parlare direttamente ai cittadini, proponendo occasioni di dialogo attorno ai legami che ogni persona costruisce con il proprio mondo interiore, con la comunità e con ciò che accade attorno.

La formula scelta ha puntato su linguaggi diversi, alternando approfondimenti, attività esperienziali e teatro. Una scelta che ha permesso di raggiungere pubblici differenti, anche al di fuori dei circuiti più abituali della divulgazione sanitaria.

Festival della Psicologia 2026, 1.200 presenze tra Padova, Treviso e Verona

Padova e il lavoro sul rapporto con sé stessi

Nel programma padovano ha trovato spazio in particolare una riflessione sul modo in cui ciascuno legge il proprio vissuto. L’intento era superare etichette e parole ormai di uso comune, per provare a restituire maggiore profondità ai concetti legati al benessere psicologico.

Da questo percorso è emersa anche una considerazione più ampia sulle relazioni: la necessità di abbandonare schemi fondati sulla contrapposizione, sul giudizio reciproco e sulla percezione dell’altro come avversario. Un passaggio che ha dato al festival un taglio non solo divulgativo, ma anche culturale.

La chiusura in scena con Andrea Pennacchi

Tra gli appuntamenti che hanno segnato il finale della rassegna, a Padova il Teatro Ruzante ha accolto quasi 200 spettatori per “Una casa molto carina”, lezione-spettacolo realizzata per il Festival e portata sul palco da Andrea Pennacchi con Maria Virgillito.

Festival della Psicologia 2026, 1.200 presenze tra Padova, Treviso e Verona

Lo spettacolo ha usato l’immagine della persona come una casa abitata da più voci interiori, fino a trasformare questa pluralità in una sorta di assemblea domestica dell’io. Un espediente narrativo che ha tradotto in forma teatrale i temi affrontati durante gli incontri.

Virgillito, psicoterapeuta e psicotraumatologa, ha descritto il lavoro come una metafora capace di raccontare i dialoghi interni che attraversano ogni individuo. Attraverso la scena, il pubblico è stato accompagnato a riflettere non solo sui rapporti con gli altri, ma anche sulle parti di sé con cui ciascuno si confronta ogni giorno.

A Verona, al Teatro SS. Trinità, Roberta Guzzardi e la Compagnia Nazionale di Improvvisazione hanno invece proposto “Io, noi, il mostro”, confermando la scelta del Festival di utilizzare anche il linguaggio teatrale per rendere più immediato il confronto su questioni complesse.

Festival della Psicologia 2026, 1.200 presenze tra Padova, Treviso e Verona

Festival della Psicologia 2026, 1.200 presenze tra Padova, Treviso e Verona

Il bilancio finale della rassegna veneta

Il dato conclusivo restituisce l’immagine di un’iniziativa capace di muoversi contemporaneamente in tre città e di intercettare un pubblico ampio. Le 1.200 presenze complessive e il buon riscontro ottenuto dagli appuntamenti teatrali confermano l’interesse per proposte che avvicinano la salute psicologica alla dimensione pubblica.

Per il Veneto, il Festival si chiude così con un risultato che rafforza l’idea di una psicologia sempre meno chiusa negli studi professionali e sempre più presente nei luoghi della comunità, dove domande, fragilità e cambiamenti possono trovare uno spazio condiviso di ascolto e discussione.

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