Portogruaro celebra Luigi Russolo: al Palazzo Vescovile una grande retrospettiva sul futurista veneto

Dal 18 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 un percorso con circa 80 opere, documenti e Intonarumori per rileggere il talento nato a Portogruaro.

14 ottobre 2026 20:46
Portogruaro celebra Luigi Russolo: al Palazzo Vescovile una grande retrospettiva sul futurista veneto -
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Portogruaro rimette al centro uno dei suoi nomi più importanti nell’arte del Novecento. Dal 18 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 il Palazzo Vescovile ospiterà “Luigi Russolo. Rumorcolori”, ampia mostra dedicata all’artista nato proprio nella città veneta e figura tra le più originali del Futurismo italiano.

L’inaugurazione è fissata per sabato 17 ottobre alle 17. L’esposizione, curata da Gabriele Simongini con Guido Andrea Pautasso, è pensata come un attraversamento completo della vicenda creativa di Russolo: pittura, incisione, invenzione sonora, documenti d’archivio e perfino arredi legati al suo universo visivo e spirituale.

Per Portogruaro l’appuntamento ha anche il valore di un ritorno simbolico. Il progetto arriva nell’anno del 140° anniversario della nascita dell’artista e apre il percorso di iniziative che guardano agli ottant’anni dalla sua morte. In città viene presentata come la più ampia ricognizione mai allestita sul suo lavoro.

Tra oli, disegni, incisioni, mobili, materiali documentari e ricostruzioni degli Intonarumori, il percorso raccoglie una ottantina di pezzi. La mostra è promossa e sostenuta dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, con delega agli Anniversari di Interesse Nazionale, insieme alla Città di Portogruaro - Assessorato alla Cultura, con il contributo di Interreg Italia-Slovenija BEroots, Regione del Veneto e Città Metropolitana di Venezia.

Luigi Russolo. Rumorcolori in mostra a Portogruaro dal 18 ottobre 2026

Il richiamo di casa e i prestiti più attesi

Uno dei motivi di maggiore interesse riguarda il temporaneo rientro in Italia di “La Musica” del 1911, concessa dalla Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra. L’opera mancava dal nostro Paese da vent’anni ed è considerata uno dei vertici della ricerca di Russolo, oltre che un’immagine chiave dell’immaginario futurista.

Accanto a questo dipinto arrivano anche altri prestiti di rilievo museale: “Autoritratto con teschi” del 1908 dal Museo del Novecento di Milano e “Lampi” del 1910 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Per il pubblico veneto sarà anche l’occasione di rivedere riuniti, dopo molti anni, i due frammenti di “Linee-forza della folgore” del 1912, con la parte centrale conservata a Portogruaro e un altro elemento proveniente da una collezione privata romana.

Un artista che univa pittura, suono e visione

Il percorso espositivo segue le diverse stagioni della sua ricerca. Partito da suggestioni simboliste e divisioniste, Russolo arriva presto a una scrittura visiva attraversata da tensione, luce e movimento. È tra i firmatari del Manifesto dei pittori futuristi e del Manifesto tecnico della pittura futurista, entrando nel cuore dell’avanguardia del primo Novecento.

Il titolo “Rumorcolori” sintetizza bene la sua idea di arte: i colori sembrano vibrare come suoni, mentre il rumore acquista una forza quasi visiva. In questa prospettiva “La Musica” viene letta come una sintesi esemplare del suo linguaggio, in cui pittura, energia dinamica e suggestione sonora si fondono in un’unica esperienza.

Gli Intonarumori e la rivoluzione dell’ascolto

Una sezione centrale è dedicata alla svolta sonora dell’artista. Nel 1913 Russolo pubblica il manifesto “L’arte dei rumori”, testo destinato a lasciare un’impronta duratura nella cultura musicale contemporanea. La città moderna, con macchine, motori e officine, diventa per lui una nuova orchestra possibile.

Da quell’intuizione nascono gli Intonarumori, strumenti costruiti per produrre rombi, sibili, crepitii e altre emissioni acustiche non previste dalla musica tradizionale. In mostra sarà visibile, per la prima volta in Veneto nella sua interezza, la ricostruzione realizzata nel 1977 da Pietro Verardo degli apparecchi originali distrutti durante la guerra: tra questi Ululatore, Gracidatore, Ronzatore, Rombatore, Crepitatore e Urlatore.

La sezione mette in evidenza quanto l’inventore nato a Portogruaro abbia anticipato sviluppi che avrebbero segnato il Novecento, dalla musica concreta alla sperimentazione elettronica fino alle pratiche più recenti della sound art.

Dalla Biennale ai paesaggi dell’ultima stagione

Il racconto non si ferma agli anni futuristi. Dopo l’esperienza del primo conflitto mondiale, che lo segna anche fisicamente, Russolo prosegue una ricerca sempre più personale. Nel 1926 partecipa alla XV Biennale di Venezia con “Impressioni di bombardamento (Shrapnels e granate)” e nel tempo prenderà parte a dieci edizioni della rassegna veneziana.

Negli anni successivi il suo lavoro cambia direzione. Alle scomposizioni dinamiche subentra una fase più meditativa, legata a interessi filosofici, spirituali ed esoterici. Dopo il soggiorno in Spagna e il rientro in Italia, sul Lago Maggiore sviluppa quello che definisce un linguaggio “classico-moderno”, fatto di paesaggi, alberi, montagne e tramonti filtrati da una visione interiore.

Documenti, ricostruzioni e informazioni utili

La mostra comprende anche una ricostruzione della camera da letto di Russolo, con mobili che potrebbero essere stati progettati dall’artista, e una sezione documentaria costruita con materiali provenienti dall'Archivio del '900 del Mart di Trento e Rovereto, dall’ASAC Archivio Storico della Biennale di Venezia e da collezioni private. Lettere, fotografie, cataloghi e ritagli consentono di seguire non solo l’opera, ma anche la traiettoria biografica e culturale dell’autore.

Il catalogo è pubblicato da Moebius. Main sponsor dell’iniziativa è Generali con Valore Cultura; tra i sostenitori figurano anche San Biagio Prealpi Banca di Credito Cooperativo Gruppo Cassa Centrale, Zignago Holding, Fondazione di Venezia, Dal Ben Leading Vision e VRC Costruzioni, con la collaborazione di Casa Russolo, VEgal, Fondazione Musicale Santa Cecilia e Associazione culturale Accordi.

Luigi Russolo. Rumorcolori in mostra a Portogruaro dal 18 ottobre 2026

Quando visitarla

“Luigi Russolo. Rumorcolori” sarà visitabile al Palazzo Vescovile di Portogruaro, in via Seminario 19, dal 18 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027. Apertura dal martedì al giovedì dalle 14.30 alle 18.30, il venerdì fino alle 19.30, mentre sabato, domenica e festivi l’orario sarà 10-19. Lunedì chiuso, così come Natale e 1° gennaio.

Il biglietto intero costa 10 euro, il ridotto 8 euro per universitari fino a 26 anni, over 65, residenti nel Comune di Portogruaro e soci FAI; ingresso a 5 euro per studenti e scolaresche. Per il territorio si annuncia come una delle proposte culturali più significative della stagione, con l’occasione rara di rileggere in casa il percorso di un artista che da Portogruaro ha lasciato un segno ben oltre i confini veneti.

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