Pinot Grigio, il Veneto porta a Milano il modello Delle Venezie: due appuntamenti al Salone CSR
Il Consorzio della DOC sarà in Bocconi il 7 e 8 ottobre per discutere di sostenibilità, filiera e valore dei territori insieme ad altri protagonisti del vino italiano.
Il peso del Veneto nella filiera del Pinot Grigio torna al centro di un confronto nazionale. Il Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie sarà infatti a Milano, al Salone della CSR e dell’innovazione sociale, con due momenti dedicati al rapporto tra denominazioni, sostenibilità e sviluppo dei territori.
L’appuntamento è all’Università Bocconi, dove dal 6 all’8 ottobre 2026 si svolgerà la 14ª edizione della manifestazione. Per la denominazione che unisce Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento, le date da segnare sono mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre.
Per il Veneto si tratta di una presenza significativa, perché la DOC Delle Venezie rappresenta uno dei principali sistemi produttivi del vino bianco italiano e porta con sé un modello costruito su scala interregionale, con ricadute che toccano aziende, operatori e aree vocate della regione.
Una denominazione nata per fare sistema
Costituita nel 2017, la DOC Delle Venezie è stata pensata per riunire sotto un’unica denominazione la produzione di Pinot Grigio di tre territori del Nordest. L’obiettivo era dare riconoscibilità a una filiera ampia e omogenea, capace di presentarsi sui mercati con una struttura condivisa.
I numeri diffusi dal Consorzio fotografano la dimensione del progetto: 27 mila ettari produttivi, 230 milioni di bottiglie, 6.141 viticultori, 575 aziende di vinificazione e 371 realtà dell’imbottigliamento. Sempre secondo il Consorzio, la DOC esprime oggi l’85% del Pinot Grigio italiano e il 43% di quello mondiale.
Il confronto del 7 ottobre
Il primo incontro è previsto mercoledì 7 ottobre, dalle 16 alle 17, con una tavola rotonda dedicata al tema “Andare oltre l’etichetta. Dalle denominazioni di origine ai progetti di valore: la sostenibilità del vino che si misura”. A coordinare il dibattito sarà Laura Ricci di Linfa Consulting.
Accanto al Consorzio DOC Delle Venezie prenderanno parte al panel anche il Consorzio di Tutela Vini del Trentino, il Consorzio Sicilia DOC e il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco. Apertura e conclusioni saranno affidate al presidente di Federdoc, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi.
Per Delle Venezie interverrà il direttore Stefano Sequino, chiamato a portare l’esperienza del Pinot Grigio del Nordest sul terreno della sostenibilità tradotta in strumenti misurabili, ma anche sul ruolo del territorio come fattore di valore per la filiera. Tra i punti del confronto ci sarà anche la funzione delle denominazioni come presidio di tracciabilità e legame con l’area di produzione.
L’appuntamento successivo e il tema del territorio
Il Consorzio sarà nuovamente presente anche giovedì 8 ottobre, nella seconda giornata di lavori che lo vedrà coinvolto in un ulteriore approfondimento sulle trasformazioni che stanno interessando il settore vitivinicolo.
Nel dibattito troveranno spazio temi che riguardano da vicino anche il Veneto: turismo del vino, occupazione, ricerca, formazione e capacità delle denominazioni di accompagnare la crescita locale con una visione che tenga insieme sostenibilità economica, ambientale e sociale.
Da Milano un passaggio che riguarda anche il Veneto del vino
Il filo conduttore dell’edizione 2026 del Salone è “Andare oltre”, una traccia che nel mondo del vino richiama la necessità di affrontare i cambiamenti della filiera con strumenti nuovi, dalla ricerca all’innovazione, fino alla gestione più consapevole dei flussi legati all’enoturismo.
Per il Veneto, che nella geografia della DOC Delle Venezie occupa un ruolo centrale, la partecipazione alla rassegna milanese diventa così anche un’occasione per ribadire il peso di un comparto che lega produzione, controllo, competenze tecniche e valorizzazione del territorio in un’unica strategia.
La presenza in Bocconi servirà dunque a raccontare non solo una denominazione, ma un modello organizzativo che punta a dare continuità e prospettiva a una delle espressioni più forti del vino del Nordest, con il Veneto tra i protagonisti principali.