Padova saluta il piccolo Yahya: funerale riservato nel campo islamico del cimitero maggiore

Nel capoluogo l’addio al bimbo morto dopo l’investimento nel Trevigiano. Presente la famiglia e una piccola parte della comunità islamica.

13 agosto 2026 17:40
Padova saluta il piccolo Yahya: funerale riservato nel campo islamico del cimitero maggiore -
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Nel cimitero maggiore di Padova si è consumato il momento più duro per i familiari di Yahya Mohammadi, il bambino di tre anni e mezzo morto dopo l’investimento avvenuto nei giorni scorsi a Crocetta del Montello. La sepoltura è avvenuta nell’area islamica del camposanto, al termine di una cerimonia sobria e partecipata da poche persone.

L’addio si è svolto in un clima di raccoglimento, lontano da ogni forma pubblica o solenne. Accanto ai genitori c’erano alcuni parenti e rappresentanti della comunità islamica, arrivati anche da fuori regione per condividere il lutto della famiglia.

Il commiato a Padova

La salma del bambino è giunta al cimitero intorno alle 11.30. Poco dopo mezzogiorno ha preso avvio il rito religioso guidato dall’Imam, con la recita delle preghiere e alcuni passi del Corano prima dell’accompagnamento alla sepoltura.

Una ventina le persone presenti. Il feretro è stato seguito lungo il percorso interno del cimitero fino al luogo della tumulazione, dove anche chi era presente ha preso parte direttamente agli ultimi gesti del commiato. Un sostegno particolarmente sentito è stato rivolto al padre del piccolo, apparso profondamente segnato.

Una famiglia che vive nel Piacentino

Yahya abitava a Cortemaggiore, nel Piacentino, insieme ai genitori e ai tre fratelli. La famiglia Mohammadi, di origine marocchina, è in Italia da circa venticinque anni. Il padre aveva ottenuto da poco la cittadinanza italiana.

Alla cerimonia padovana era presente anche Marco Crotti, titolare dell’azienda agricola dove lavora il padre del bambino. Ha ricordato una famiglia ben conosciuta nel territorio in cui vive, raccontando di aver visto il piccolo crescere insieme ai fratelli negli spazi dell’azienda.

Il legame tra il Veneto e la tragedia

La vicenda ha avuto il suo drammatico epicentro in Veneto, dove il 5 agosto il bambino si trovava con i genitori per far visita ai nonni. Proprio a Crocetta del Montello, in provincia di Treviso, è avvenuto l’investimento che ha poi portato al ricovero in condizioni disperate.

Per quattro giorni Yahya ha lottato in ospedale, fino al decesso avvenuto il 9 agosto. La scelta di celebrare i funerali a Padova ha riportato nel territorio veneto anche l’ultimo saluto, trasformando il capoluogo in uno dei luoghi simbolo di questa storia dolorosa.

L’inchiesta aperta a Treviso

Sul fronte giudiziario, la Procura di Treviso sta proseguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto. Nel registro degli indagati, con l’ipotesi di omicidio stradale, è stato inserito il nome del conducente dell’auto, un 21enne residente a Pederobba.

L’iscrizione, come previsto in questi casi, è un passaggio tecnico legato allo sviluppo delle verifiche e non equivale a un giudizio di colpevolezza. L’obiettivo degli investigatori è chiarire il quadro dei fatti attraverso elementi oggettivi.

La perizia per ricostruire l’investimento

La sostituta procuratrice Giulia Rizzo ha conferito all’ingegner Francesco Sottana l’incarico di eseguire una perizia cinematica. L’analisi dovrà mettere a fuoco traiettorie, posizione del veicolo, punto d’urto e condizioni in cui si è verificato l’investimento.

Il sopralluogo tecnico è stato fissato per il 18 agosto e si svolgerà anche con la presenza dei consulenti nominati dalle parti. Sarà uno dei passaggi centrali dell’inchiesta, mentre per la famiglia resta adesso soprattutto il tempo del lutto.

A Padova, intanto, la giornata è rimasta segnata da un addio essenziale, senza clamore, concentrato interamente sul dolore dei familiari e sul ricordo di un bambino scomparso troppo presto.

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