Padova ritrova il Cineforum Cif: al Porto Astra riparte in autunno una rassegna storica

Da ottobre a dicembre quattro appuntamenti pomeridiani nella sala Fronte del Porto. L’iniziativa riprende dopo la lunga interruzione iniziata nel 2020.

23 settembre 2026 15:42
Padova ritrova il Cineforum Cif: al Porto Astra riparte in autunno una rassegna storica -
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Una delle esperienze culturali più riconoscibili della città torna a farsi vedere sul grande schermo. A Padova, dopo una pausa durata anni, il Cineforum Cif riprende il suo cammino con un nuovo ciclo di incontri ospitato al cinema Porto Astra, nel quartiere Bassanello.

La riapertura del percorso è fissata per sabato 10 ottobre 2026. Da lì partirà una rassegna composta da quattro appuntamenti, tutti programmati alle 16.30 e riservati agli iscritti della nuova associazione nata per rilanciare il progetto.

Per la città si tratta del ritorno di un’iniziativa che per decenni ha legato cinema e discussione pubblica, diventando un punto di riferimento per chi cercava non solo una proiezione, ma anche un’occasione di confronto su temi sociali e umani.

Il nuovo ciclo al Porto Astra

La sede scelta per la ripartenza è la sala Fronte del Porto del Porto Astra. Il calendario annunciato mette in fila quattro date: 10 e 24 ottobre, 7 novembre e 19 dicembre 2026.

La formula resta quella associativa. La quota di adesione, che comprende l’accesso all’intera rassegna dell’anno, è di 20 euro. Per le informazioni è disponibile il numero 351 3102599, nella fascia oraria dalle 9 alle 13.

La ripresa arriva dopo lo stop cominciato nel 2020, segnato dalla chiusura del cinema Mpx e dagli effetti della pandemia, due passaggi che avevano interrotto una consuetudine consolidata nella vita culturale padovana.

Un’eredità cittadina che riparte

Il Cineforum Cif affonda le sue radici negli anni Sessanta. Nel tempo ha costruito una presenza stabile nel panorama locale, mantenendo al centro una proposta fatta di film, approfondimenti e dialogo con il pubblico.

Con il passare degli anni, e in particolare all’inizio dei Novanta, la programmazione aveva allargato il proprio sguardo a questioni sociali più ampie, affrontando relazioni, trasformazioni collettive e temi capaci di parlare all’intera comunità, non soltanto all’universo femminile da cui l’esperienza aveva preso avvio.

Proprio questa dimensione di incontro ha reso il cineforum qualcosa di più di una semplice rassegna: uno spazio riconosciuto da molte persone, e in particolare da molte donne, come occasione di condivisione e partecipazione.

I film e i temi scelti per il 2026

Il percorso di quest’anno è costruito attorno a argomenti come crescita, fragilità, relazioni, riscatto, responsabilità e legami. La selezione punta quindi su opere capaci di aprire riflessioni, in linea con la tradizione del Cineforum Cif.

L’ultimo appuntamento in programma sarà il 19 dicembre 2026 con L’estate di Cléo di Marie Amachoukeli. Il film segue lo sguardo di una bambina e attraversa affetto, separazione e cambiamento, mettendo al centro l’esperienza del distacco da una figura amata.

Nel cartellone trova posto anche un titolo che affronta i nodi della giustizia, della vendetta, della responsabilità personale e della possibilità del perdono, confermando l’intenzione di proporre pellicole che si prestano alla discussione.

La nuova associazione dietro il rilancio

A promuovere la ripartenza è l’associazione culturale “Cineforum Cif”, costituita il 16 giugno 2026 e guidata da Biancalisa Cazzola. L’obiettivo dichiarato è restituire al territorio un luogo in cui il cinema torni a essere strumento di lettura del presente e occasione di confronto.

Nel direttivo siedono anche Marisa Galbussera, presidente provinciale del Centro italiano femminile, ed Erika D’Incau, vicepresidente del Cif provinciale. Il progetto può contare inoltre sulla collaborazione del Comune di Padova e sul patrocinio della Diocesi di Padova e del CSV di Padova e Rovigo.

Per Padova è il recupero di un pezzo della propria storia culturale: una formula che aveva accompagnato generazioni di spettatori e che ora prova a ritrovare spazio, pubblico e continuità in una nuova fase.

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