Padova porta in vetrina l’impresa a impatto sociale: ecco chi ha convinto la giuria della Benefit Competition

Allo SMACT Competence Center premiate Optimens, Maarmo e Rego. Una menzione anche per Fedabo nella tappa veneta del percorso verso la finale nazionale.

17 ottobre 2026 11:50
Padova porta in vetrina l’impresa a impatto sociale: ecco chi ha convinto la giuria della Benefit Competition -
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Non solo innovazione tecnologica, ma modelli d’impresa capaci di misurarsi con il valore sociale prodotto nei territori. A Padova la tappa veneta della Benefit Competition ha acceso i riflettori su questo filone, premiando tre aziende che hanno presentato progetti legati a salute, sostenibilità e sicurezza.

L’appuntamento si è tenuto il 16 ottobre allo SMACT Competence Center, all’interno del calendario della City Vision Week, la rassegna che accompagna gli Stati generali delle città intelligenti attesi in città il 19 e 20 ottobre. Dal confronto padovano sono uscite vincitrici Optimens, Maarmo e Rego, mentre a Fedabo è andata una menzione speciale. Per tutte si apre ora la possibilità di accedere alla finale nazionale.

La competizione è promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e punta a valorizzare esperienze imprenditoriali che hanno scelto la forma della società benefit, cercando un equilibrio tra risultati economici e ricadute positive sulla collettività.

Benefit Competition a Padova, premiate Optimens, Maarmo e Rego

Le realtà premiate nella tappa padovana

Al primo posto si è classificata Optimens, startup femminile con sede a Trieste. Il progetto presentato ruota attorno a Calliope, piattaforma pensata per l’allenamento cognitivo delle persone anziane. Il sistema mette in contatto gli utenti con operatori formati che, attraverso il telefono, propongono test ed esercizi calibrati sui singoli bisogni con l’obiettivo di contrastare il decadimento cognitivo.

La società è stata fondata da Monica Belfiore, neuroscienziata, Olga Puccioni, psicologa con dottorato in neuroscienze, Valentina Mengarell, specializzata in data analysis dopo la laurea in fisica, e Dorina Stanculescu, esperta di marketing. Calliope è già stata sperimentata in nove Comuni della Carnia grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale Cramars di Tolmezzo, nel quadro del progetto Silver in Alps.

Seconda piazza per Maarmo, azienda di Villotta di Chions, nel Pordenonese, che ha costruito la propria attività sull’economia circolare. Produce termoarredi di design recuperando la polvere di scarto del marmo e affianca alla produzione anche “Dialoghi sostenibili”, ciclo di incontri aperti al pubblico che mette al centro il rapporto tra impresa e territorio.

Terzo posto a Rego, impresa di Empoli attiva nei sistemi anticaduta per i cantieri. Accanto al prodotto, la società ha sviluppato un lavoro sulla diffusione della cultura della sicurezza coinvolgendo i bambini, chiamati a sensibilizzare anche le famiglie. Attraverso la Fondazione collegata all’azienda, il progetto è entrato nelle scuole e in pochi mesi ha raggiunto 1.500 alunni di 77 istituti. È inoltre previsto a breve l’avvio di un’iniziativa estesa alle scuole primarie della Provincia di Bolzano.

La menzione speciale è stata assegnata a Fedabo di Darfo Boario Terme, realtà B Corp che ha ideato un servizio di “maggiordomo aziendale” rivolto ai propri collaboratori. L’attività è stata affidata a una cooperativa del territorio impegnata nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità.

Il contesto padovano e il dialogo con City Vision

La tappa ospitata a Padova si è inserita in un percorso nazionale già passato per Milano, Brindisi e Ancona, con una prossima fermata prevista a Napoli prima dell’atto conclusivo. Nel capoluogo euganeo l’iniziativa ha trovato spazio in una settimana particolarmente densa per il dibattito su innovazione urbana, amministrazione pubblica e sviluppo delle comunità.

Durante l’incontro, il direttore di City Vision Domenico Lanzilotta ha richiamato il legame tra città intelligenti e capacità di dare risposte concrete ai bisogni delle persone, sottolineando come i progetti premiati mostrino il ruolo che le imprese possono avere nella trasformazione dei territori.

Al confronto hanno preso parte anche Margherita Cera, assessora alla Smart city del Comune di Padova, Susanna Zuccarini di Invitalia, Eleonora Di Maria, presidente di SMACT Competence Center, Antonio Santocono per la Camera di Commercio di Padova, Azzurra Marchesano del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Enrico Specchio della Regione del Veneto, Paolo Gubitta dell’Università di Padova e Cristiano Calvi della Fondazione Capellino. La moderazione è stata affidata allo stesso Lanzilotta.

Benefit Competition a Padova, premiate Optimens, Maarmo e Rego

Le candidature passate da Padova e chi ha valutato i pitch

Le società benefit arrivate alla selezione padovana sono state undici: Aton di Villorba, CiviBank di Cividale del Friuli, Fedabo di Darfo Boario Terme, Habitech Distretto Tecnologico Trentino di Rovereto, Happily di Milano, Homes4All di Torino, Infinityhub di Venezia, Maarmo di Villotta di Chions, Mavi Dental Device di Albignasego, Optimens di Trieste e Rego di Empoli.

A valutare le presentazioni è stata una giuria composta da Eleonora Di Maria, Cedric Boniolo della Camera di Commercio di Padova, Giulia Turra di Start Cube – Galileo Visionary District, Vincenzo Ambrosio della Casa del Made in Italy di Padova e Silvia Parolin della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Per Padova e per il Veneto l’evento ha rappresentato anche un momento di osservazione privilegiato su come il mondo delle benefit stia intrecciando innovazione, responsabilità sociale e reti territoriali, con esperienze molto diverse tra loro ma accomunate dall’idea che la crescita d’impresa possa produrre effetti concreti anche fuori dall’azienda.

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