Padova, Forza Nuova alza lo scontro su centri islamici e voto delle comunità straniere
Diego Perin parla di presunte irregolarità in alcuni centri e di una possibile lista autonoma alle amministrative 2026.Diego Perin chiama in causa il Comune e lega il tema dei luoghi di culto all’ipotesi di una lista bengalese alle comunali del 2026.
Il dibattito politico padovano si riaccende attorno a immigrazione, rappresentanza elettorale e spazi destinati alla preghiera islamica. A rilanciarlo è una nota diffusa da Diego Perin, esponente di Forza Nuova Padova, che punta il dito contro l’amministrazione comunale e contro quella che definisce una gestione troppo permissiva del fenomeno.
Nel documento, Perin mette insieme più piani: la presenza in città di sei centri di preghiera islamici, presunte situazioni non regolari in alcuni di questi spazi e la prospettiva che una parte della comunità bengalese possa arrivare a organizzarsi con una propria proposta politica in vista delle elezioni amministrative del 2026.
Il nodo dei luoghi di culto in città
Secondo Forza Nuova, a Padova sarebbero sei i luoghi utilizzati per la preghiera islamica. Perin sostiene che in diversi casi andrebbero verificate condizioni di regolarità e compatibilità con il contesto urbano dei quartieri interessati.
La critica politica viene rivolta direttamente al Comune, accusato di non avere affrontato la questione negli anni e di avere scelto una linea improntata, secondo la lettura del movimento, alla tolleranza sul piano della libertà religiosa senza intervenire sugli aspetti contestati.
Lo scontro si sposta anche sulle comunali 2026
Un altro passaggio della presa di posizione riguarda le future dinamiche elettorali. Perin collega infatti il tema dei centri di culto alle strategie dei partiti cittadini, sostenendo che sia nell’area di destra sia in quella di sinistra siano stati candidati esponenti di comunità etniche e religiose per consolidarne il consenso.
Da qui nasce, nella ricostruzione di Forza Nuova, l’ipotesi di un ulteriore salto politico: la possibilità che la comunità bengalese scelga di presentarsi con un proprio soggetto alle prossime comunali. Nella nota, questa eventualità viene associata a richieste come più spazi per il culto e maggiori risorse pubbliche.
Il passaggio sulla comunità bengalese
Perin interpreta questa prospettiva non come una semplice partecipazione alla vita democratica cittadina, ma come un progetto che farebbe leva su un’identità religiosa e comunitaria distinta. Nella stessa nota si parla di un voto definito “etnico” e di una trasformazione che, secondo Forza Nuova, riguarderebbe Padova non soltanto sul piano sociale ma anche su quello politico.
Il riferimento viene accompagnato da richiami ad altre città europee caratterizzate da quartieri con una forte concentrazione etnica o confessionale, indicati come modello da evitare.
La linea rivendicata da Forza Nuova
Nella parte conclusiva del testo, il movimento torna sulla propria posizione storica in materia di immigrazione. Perin richiama una linea che indica come immutata dal 1997 e che viene sintetizzata nella richiesta di fermare gli ingressi e avviare i rimpatri.
La chiusura del documento porta il ragionamento oltre l’aspetto amministrativo e lega il tema a identità, tradizione e cultura, con un interrogativo politico sul futuro della città. Nella nota, però, non vengono forniti dettagli concreti su tempi, modalità o soggetti già coinvolti nell’eventuale costruzione di una lista autonoma della comunità bengalese per il voto del 2026.