La Caritas di Padova accoglie delegazione ucraina: gemellaggio e scambio di buone pratiche

La Caritas di Padova ospita la delegazione di Ivano Frankivsk per un progetto di gemellaggio e scambio di buone pratiche.

18 febbraio 2026 16:49
La Caritas di Padova accoglie delegazione ucraina: gemellaggio e scambio di buone pratiche -
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PADOVA - La Caritas diocesana di Padova ha ospitato nei giorni scorsi una delegazione della Caritas Ucraina della Diocesi di Ivano Frankivsk, più precisamente un’arcieparchia della Chiesa greca ortodossa dell’Ucraina occidentale. La delegazione era composta da padre Volodymyr Chornii, direttore di Caritas; da padre Roman Darmogray, collaboratore per la mensa e da Larysa Dorosh coordinatrice dei volontari che si occupa prevalentemente dei bambini orfani. Ad accompagnarli don Ivan Chuverenchuk, incaricato per la comunità ucraina di rito bizantino greco cattolico di Padova, Thiene, Chioggia e San Donà di Piave.

La presenza in Italia della delegazione ucraina di Ivano Frankivsk si è collocata all’interno di un progetto di gemellaggi tra Caritas italiane e Caritas Ukraine, che ha l’obiettivo di un apprendimento reciproco e d’implementazione delle migliori pratiche dei centri di ascolto, del lavoro con le comunità locali e le parrocchie, della raccolta dati, dell’organizzazione delle attività di volontariato.

La Caritas padovana è una delle nove Caritas italiane impegnate in questo progetto. Le altre Caritas fanno capo alle Diocesi di Ancona, Brescia, Gaeta, Genova, Pescara, Savona, Rimini e Caltanissetta.

Durante i giorni padovani (9-13 febbraio) la delegazione ucraina oltre ad aver incontrato il vescovo Claudio Cipolla e la Caritas diocesana, ha visitato diverse esperienze: dal Centro di ascolto diocesano al doposcuola della parrocchia della Santissima Trinità alle parrocchie che praticano l’accoglienza invernale, dallo sportello Disagio finanziario al Poliambulatorio Caritas alle realtà di alcuni Centri di ascolto vicariali del territorio alle Cucine economiche popolari e a numerosi incontri con i volontari. Non sono mancate poi la celebrazione eucaristica alla basilica di Sant’Antonio e la visita la Battistero della Cattedrale.

«Eravamo particolarmente interessati a capire – ha spiegato padre Volodymyr Chornii – questo grande spirito di volontariato che è presente in Italia. Anche da noi ci sono volontari, che al momento lavorano soprattutto per i soldati, ma vorremmo riuscire ad organizzarli perché potessero aiutare la gente nelle diverse difficoltà e stiamo riflettendo su come fare, come motivarli. Siamo rimasti molto colpiti dalle esperienze che abbiamo incontrato qui».

L’incontro è stata un’ulteriore occasione per capire le drammatiche ferite che la guerra tra Russia e Ucraina sta provocando. Distruzione e migrazione di persone, orfani, invalidi militari e civili che aumentano a dismisura insieme a grossi problemi psicologici. Anche l’attività della Caritas, che ha una vita recente (la Chiesa greco cattolica è infatti uscita dalla clandestinità solo negli anni Novanta) e fino a qualche anno fa si occupava di emigrazione, reinserimento sociale, malati e anziani, con la guerra si è trovata a far fronte a nuove emergenze e bisogni di tantissime persone: dall’accoglienza all’aiuto psicologico, al grande tema dei veterani che ritornano dalla guerra invalidi o psicologicamente provati, al sostegno di famiglie che hanno soldati prigionieri o persone scomparse di cui non si sa più nulla.

«La visita della delegazione Caritas della Diocesi Ivano Frankivsk – commenta don Marco Galletti, responsabile di Caritas diocesana di Padova – è stata un’occasione preziosa soprattutto sul piano umano. La dignità, il coraggio e la preghiera che ci hanno testimoniato nel raccontare la situazione che stanno vivendo, sono stati l’aspetto più importante dei tre giorni condivisi insieme. Se da una parte la guerra con i bombardamenti non è arrivata direttamente nella loro città e nel loro territorio, dall’altra è arrivata tramite coloro che sono rientrati segnati dalle atrocità di un conflitto armato che sembra non vedere fine. Caritas ha testimoniato l’attenzione al prossimo nell’impegno costante a trasformare chiunque possa donare tempo o professionalità in volontari per soccorrere chi più ne ha bisogno: dai bambini ai soldati feriti alle donne rimaste sole agli anziani. Tutto questo vissuto sempre con dignità, coraggio e amore. Una visita che ha lasciato il segno... una segno da trasformare in realtà qui e oggi».

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