Morti sul lavoro, svolta tecnologica: brevettato l’esoscheletro che salva vite | VIDEO

Inail e Università brevettano un esoscheletro con realtà virtuale per migliorare la sicurezza sul lavoro e prevenire incidenti.

18 febbraio 2026 09:25
Morti sul lavoro, svolta tecnologica: brevettato l’esoscheletro che salva vite | VIDEO -
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ITALIA - Cisterne, silos, pozzi, fognature, condotte, luoghi altamente tossici, macchinari complessi da maneggiare, tralicci. Tutte situazioni ad alto rischio che mettono costantemente in pericolo la vita dei lavoratori. Tanto che, nel 2025, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro ha registrato un aumento delle morti bianche: 729 rispetto alle 722 del 2024 (+1%). Lo stesso si può scrivere per le denunce di casi mortali in itinere, ovvero nel tragitto casa-lavoro: 273 contro le 264 dell’anno precedente, ovvero +3,4%.

Ma questa tendenza può essere invertita perché, in tema di sicurezza sul lavoro, l’Italia compie un passo da gigante. Questo grazie alla collaborazione fra l’Inail e alcuni atenei italiani, fra cui l’Università degli Studi Niccolò Cusano, che hanno ottenuto il brevetto per il loro “Esoscheletro per interfaccia aptica con ambiente di realtà virtuale e/o aumentata”. Un’invenzione in grado di rivoluzionare la formazione e la sicurezza per tecnici e operai.

Come spiega il professore dell’Unicusano Fabrizio Patanè, che con il suo team ha curato lo sviluppo del software di controllo del robot, “il brevetto è stato concesso nell’ambito del progetto ‘SIDE INAIL – BRIC ID 37’ dedicato allo sviluppo di un robot indossabile per dinamica simulata e interfaccia aptica. Un’iniziativa finanziata da Inail per promuovere soluzioni innovative in ambito di prevenzione, formazione e sicurezza sul lavoro”.

Frutto della cooperazione fra Università Cusano, Università La Sapienza, Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, Università degli Studi di Napoli Federico II e Inail, il dispositivo esoscheletrico innovativo, indossabile sull’arto superiore, è in grado di fornire un’interfaccia aptica ad alta fedeltà perfettamente integrata con ambienti di Realtà Virtuale (VR) e Realtà Aumentata (AR). L’Inail ha contribuito alla ricerca con il Laboratorio IV - Sicurezza degli Impianti di Trasformazione e Produzionedel Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti Prodotti e Insediamenti Antropici.

“Attraverso questo sistema è possibile simulare in modo realistico interazioni di forza e contatto, restituendo all’utente sensazioni tattili e di sforzo muscolare legate agli oggetti manipolati in scenari virtuali”, racconta il professore dell’Unicusano che subito dopo aggiunge: “La tecnologia sviluppata consente di creare ambienti altamente controllati in cui riprodurre situazioni complesse o pericolose, senza esporre realmente l’operatore ai rischi del mondo reale. L’esoscheletro rappresenta così una piattaforma avanzata per lo sviluppo di nuove modalità di addestramento e sperimentazione, con potenziali ricadute anche in ambito industriale e riabilitativo”. L’esoscheletro diviene quindi una chiave di volta per gli ambiti civili, industriali e anche sanitari.

“Il tema della sicurezza sul lavoro è complesso- avverte Patanè - e il training per gli operai che si trovano ad agire in ambienti confinati come silos o cisterne è effettivamente un metodo di formazione per la sicurezza sul lavoro: una volta indossato l’esoscheletro e ricreata la situazione di lavoro grazie alla realtà virtuale, si può facilmente osservare il loro comportamento in quel determinato ambiente arrivando cosìa capire se certicontesti divengono pericolosiper l’errato comportamento della persona o se, invece, è l’ambiente circostante il vero colpevole”. Simulazioni che ricreano l’uso di un trapano su un traliccio, per esempio,o della chiusura di valvole in un capannone e in una sottostazione. In breve, per il professore dell’Unicusano l’esoscheletro è una risorsa preziosa per fare “diagnosi” e “trattamento” di persone e ambienti.

Il contributo dell’Unicusano, in quest’ottica, è stato fondamentale perché il team del professore Patanè ha sviluppato il software di controllo del robot, cruciale per garantire la precisione del movimento, la coerenza tra stimoli aptici e scenari virtuali e la sicurezza dell’interazione uomo-macchina. Il lavoro del gruppo di ricerca dell’Unicusano si inserisce così in una più ampia linea di sviluppo dedicata ai sistemi robotici indossabili e alle interfacce avanzate per la realtà virtuale, già presente nei progetti di ingegneria dell’ateneo. Il brevetto consolida quindi un percorso di crescita scientifica che valorizza le competenze interne e rafforza il ruolo dell’Università nel panorama nazionale dell’innovazione tecnologica.

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