Norma Cossetto, a Padova una nota di Forza Nuova per l’anniversario della morte
Il movimento padovano interviene l’8 3° anno dal delitto del 1943 e richiama il tema delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
A Padova il nome di Norma Cossetto torna al centro del dibattito pubblico in occasione dell’anniversario della sua uccisione. Nella giornata del 4 ottobre 2026 Forza Nuova Padova ha diffuso un testo dedicato alla studentessa istriana, assassinata tra il 4 e il 5 ottobre 1943 quando aveva 23 anni.
La presa di posizione arriva a 83 anni da quel delitto e inserisce la sua figura nel quadro della memoria legata al confine orientale. Nel documento, il movimento richiama infatti sia le foibe sia l’esodo degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazia.
Il contenuto della nota diffusa in città
Nel testo circolato a Padova, Forza Nuova presenta Cossetto come un riferimento simbolico di quella pagina storica. Nella stessa nota vengono riportati anche i numeri richiamati dal movimento: 20.000 italiani infoibati e 350.000 esuli costretti ad abbandonare le proprie terre.
La dichiarazione è firmata da Diego Perin, indicato come coordinatore di Forza Nuova Padova. Nel passaggio a lui attribuito, Cossetto viene definita una figura che deve restare al centro del ricordo collettivo nazionale.
Secondo il movimento, per molti anni quanto accaduto sul fronte dell’Adriatico orientale avrebbe trovato poco spazio nelle istituzioni, nelle scuole e nel confronto pubblico. La nota insiste in particolare sull’idea di una memoria rimasta a lungo marginale.
Il richiamo alle foibe e all’esodo
La commemorazione proposta dal gruppo padovano si collega a un tema che periodicamente riemerge nel calendario civile italiano, soprattutto attorno alle date simboliche dedicate al ricordo delle vittime delle foibe e delle comunità costrette a lasciare quei territori.
La figura di Norma Cossetto, negli anni, è stata infatti richiamata in numerose iniziative pubbliche e commemorative in diverse città. Anche il testo diffuso a Padova si inserisce in questo filone, utilizzando la sua vicenda come punto di riferimento per una riflessione più ampia.
Nella parte finale, la nota allarga il discorso ai crimini compiuti dai regimi comunisti nel Novecento, citando altri scenari storici oltre a quello del confine orientale. La chiusura è affidata a un omaggio alle vittime delle foibe e a un invito a conservarne la memoria anche nel contesto pubblico locale.