Nei supermercati del Veneto una donazione in cassa per sostenere la ricerca IOV sul tumore del colon-retto
Dal 19 ottobre al 16 novembre l’iniziativa coinvolge i negozi Despar, Eurospar e Interspar della regione a favore di un progetto dell’Istituto Oncologico Veneto.
La spesa quotidiana può trasformarsi in un aiuto concreto alla ricerca oncologica. In Veneto, dal 19 ottobre al 16 novembre, nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar sarà possibile lasciare un contributo volontario in cassa per sostenere un progetto dello IOV-IRCCS dedicato al tumore del colon-retto.
L’iniziativa, promossa da Despar Nord, punta a finanziare uno studio che guarda alle terapie più mirate e alla possibilità di capire meglio perché i pazienti rispondano in modo diverso ai trattamenti. Al centro del lavoro dei ricercatori ci sono sia le caratteristiche biologiche del tumore sia il ruolo del microbioma intestinale.
Una campagna diffusa nei negozi del Veneto
La raccolta fondi sarà attiva in tutta la rete veneta dell’insegna. I clienti potranno aderire in modo semplice, aggiungendo una donazione al momento del pagamento. L’obiettivo è coinvolgere il territorio attraverso un gesto piccolo, ma replicabile su larga scala, sfruttando la presenza capillare dei supermercati nelle comunità locali.
Per una realtà come lo IOV, che rappresenta un presidio di riferimento regionale nella cura e nella ricerca contro i tumori, il sostegno dei cittadini può tradursi in risorse utili a far avanzare studi molto specifici, con ricadute potenziali sulla qualità delle cure future.
Su cosa si concentrerà lo studio
Il progetto scientifico si concentra sulle strategie terapeutiche contro il cancro del colon-retto, in particolare sull’impiego combinato di chemioterapia e immunoterapia. I ricercatori vogliono comprendere quali elementi incidano maggiormente sull’efficacia di questi percorsi clinici.
Tra gli aspetti che saranno approfonditi ci sono il profilo molecolare della malattia e l’insieme dei microrganismi presenti nell’intestino. L’idea è arrivare, nel tempo, a indicazioni sempre più precise per scegliere il trattamento più adatto al singolo paziente, migliorando l’accuratezza delle terapie.
In Veneto il tema ha un peso rilevante anche sul piano epidemiologico. Le stime del Registro Tumori del Veneto indicano per il 2024 un totale di 3.605 nuovi casi di tumore del colon-retto, con 1.994 diagnosi tra gli uomini e 1.611 tra le donne. Numeri che riportano l’attenzione sia sull’importanza degli screening sia sulla necessità di continuare a investire nella ricerca.
Le voci dei promotori
Patrizia Simionato, direttore generale dell’Istituto Oncologico Veneto-IRCCS, sottolinea che la ricerca resta decisiva per capire meglio i meccanismi della malattia e costruire cure più efficaci. Secondo Simionato, questo studio permetterà di approfondire il peso delle caratteristiche molecolari del tumore e del microbioma intestinale nella risposta a chemioterapia e immunoterapia, con la prospettiva di definire percorsi sempre più calibrati sulla persona. Ha inoltre evidenziato il valore del sostegno garantito da Despar Nord e dalla partecipazione dei cittadini.
Dalla parte dell’azienda, Francesca Furlan, responsabile delle Relazioni Esterne di Despar Nord, spiega che l’iniziativa nasce dalla volontà di rispondere a bisogni concreti del territorio anche in ambito sanitario. La rete dei negozi, osserva, può diventare uno spazio utile non solo per gli acquisti ma anche per diffondere progetti di interesse sociale e favorire una partecipazione diretta dei clienti.
Il legame con il territorio veneto
Despar Nord-Aspiag Service opera in diverse regioni del Nord Italia, ma in Veneto mantiene uno dei suoi poli strategici, con direzione regionale a Mestrino. La campagna conferma il rapporto tra grande distribuzione e iniziative di utilità pubblica, in questo caso rivolte a un istituto sanitario che ha un ruolo centrale per molti pazienti veneti.
Per chi farà la spesa nelle prossime settimane, la possibilità di donare in cassa offrirà un modo immediato per sostenere uno studio che punta a migliorare le prospettive di cura su una delle patologie oncologiche più diffuse nella regione. È un contributo semplice, affidato alla partecipazione diffusa, che prova a tenere insieme salute, comunità e ricerca.