Mestre si prepara all’addio al piccolo Damiano: funerale lunedì, l’autopsia orienta gli accertamenti
L’ultimo saluto nella chiesa di San Giovanni Evangelista. Dai primi esiti medico-legali emerge l’ipotesi di un’ostruzione delle vie aeree dopo un rigurgito.
Sarà Mestre ad accogliere l’ultimo saluto a Damiano Celeghin, il bimbo di un anno morto nei giorni scorsi dopo un grave episodio respiratorio avvenuto nell’abitazione di famiglia a Marocco di Mogliano Veneto. La cerimonia funebre è fissata per lunedì 12 ottobre alle 10.30 nella chiesa di San Giovanni Evangelista.
Intanto, sul fronte degli accertamenti, i primi elementi emersi dall’esame autoptico indirizzano verso un possibile rigurgito di latte che avrebbe bloccato il passaggio dell’aria. Il quadro, però, non è ancora definitivo: serviranno ulteriori verifiche di laboratorio prima di arrivare a conclusioni complete.
Il saluto a Mestre e il dolore di due comunità
La funzione religiosa si terrà dunque in città, a Mestre, dove familiari, amici e conoscenti potranno stringersi attorno ai genitori del bambino. La vicenda ha colpito profondamente non solo Mogliano Veneto, dove si è consumata la tragedia, ma anche l’area mestrina, chiamata ora a un momento di raccoglimento particolarmente doloroso.
L’appuntamento di lunedì rappresenterà un passaggio molto atteso dalla famiglia, mentre resta aperto il lavoro degli inquirenti per chiarire con precisione cosa sia accaduto durante quella notte.
Cosa emerge dall’esame autoptico
Secondo i primi riscontri medico-legali riportati nelle ultime ore, l’ipotesi al momento considerata è quella di un’ostruzione respiratoria provocata da un rigurgito. Si tratta, appunto, di indicazioni iniziali che dovranno essere confermate o integrate dagli approfondimenti successivi.
Gli esami ancora in programma serviranno a definire in modo più preciso le cause del decesso del piccolo Damiano e a ricostruire ogni aspetto utile dell’accaduto.
Le ore della tragedia nella casa di Marocco
Il fatto risale alla notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. Il bambino si trovava nella casa di famiglia, nella frazione di Marocco, affidato a una babysitter di 22 anni.
Stando a quanto ricostruito finora, la giovane sarebbe tornata a controllarlo dopo averlo messo a letto e lo avrebbe trovato privo di respiro e in condizioni già critiche. A quel punto ha tentato subito di rianimarlo, praticando il massaggio cardiaco e chiedendo aiuto al 118.
Il piccolo era stato poi trasferito d’urgenza all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove il personale sanitario ha proseguito le manovre di rianimazione senza riuscire, purtroppo, a salvargli la vita.
L’inchiesta aperta dalla Procura
La Procura ha avviato un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo la babysitter nel registro degli indagati. Un passaggio tecnico, disposto per consentire gli accertamenti con tutte le garanzie previste dalla legge, che non equivale a una responsabilità accertata.
La 22enne è assistita dagli avvocati Giovanni Zago, del foro di Venezia, e Rommy Granini. L’indagine dovrà mettere in fila i dati medico-legali e gli elementi raccolti dagli investigatori per verificare se vi siano eventuali profili di responsabilità.
Un legame che resta, oltre la tragedia
Accanto al dolore per la perdita del bambino, resta anche lo shock della giovane che quella notte era con lui. La babysitter, che studia per diventare infermiera, conosce da tempo la famiglia ed era molto legata a Damiano.
Da quanto riferito dal legale, non si sarebbe spezzato il rapporto umano con i genitori del piccolo, un dettaglio che racconta la misura del dramma vissuto da tutti i coinvolti. Lunedì mattina, a Mestre, quel dolore troverà un momento pubblico di raccoglimento nell’addio al bambino.