Lavanderia svaligiata ad Altavilla, decisivi i tatuaggi: denunciato un 40enne
Nel Vicentino un uomo è stato fermato dopo il furto in un’attività: in caserma il confronto con i filmati ha indirizzato gli accertamenti.
A far stringere il cerchio, in questo caso, non sarebbe stato soltanto il denaro trovato addosso al sospettato, ma un dettaglio molto preciso ripreso dalle telecamere: i tatuaggi sulle mani. Da qui i Carabinieri della Stazione di Altavilla Vicentina hanno collegato un 40enne al furto avvenuto in una lavanderia del paese.
L'episodio risale al 30 settembre e si è concluso con una denuncia per furto e porto abusivo d’armi. L’uomo, cittadino straniero domiciliato nel Vicentino, risulta disoccupato e con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.
Il controllo dopo il colpo
Quando i militari sono arrivati nei pressi dell’attività, l’autore del raid si era già allontanato. Poco dopo, però, la loro attenzione si è concentrata su un uomo che pedalava con felpa e cappuccio, un abbigliamento ritenuto compatibile con quello segnalato poco prima.
Alla richiesta di fermarsi per gli accertamenti, il ciclista avrebbe provato ad allontanarsi, ma è stato bloccato e portato in caserma per l’identificazione.
Cosa è stato trovato addosso al sospettato
Durante la perquisizione personale, i Carabinieri hanno rinvenuto un marsupio con un taglierino e circa 110 euro tra banconote e monete. Una somma che, secondo la ricostruzione, sarebbe compatibile con quanto sottratto poco prima dalla lavanderia.
All’interno del locale, invece, erano già stati rilevati i segni dell’effrazione: l’ingresso forzato, la cassa automatica manomessa e alcune monete rimaste sul pavimento dopo il passaggio di chi aveva agito.
La segnalazione del titolare nel pomeriggio
L’allarme era partito intorno alle 16, quando il proprietario dell’attività aveva contattato i Carabinieri riferendo della presenza di una persona armata di piccone all’interno della lavanderia. Da quel momento è scattata la ricerca nella zona.
Secondo quanto ricostruito, proprio il piccone sarebbe stato utilizzato per aprirsi la strada e raggiungere il denaro contenuto nella struttura automatica del negozio.
Il ruolo delle immagini di videosorveglianza
Un passaggio centrale negli accertamenti è arrivato dall’esame dei filmati messi a disposizione dal titolare. Le immagini avrebbero mostrato una persona mentre forzava il locale, consentendo agli investigatori di confrontare abbigliamento e caratteristiche fisiche con quelle dell’uomo fermato.
L’elemento considerato più significativo è stato però quello dei tatuaggi visibili sulle mani, ritenuti chiaramente riconoscibili nelle riprese. Un particolare che avrebbe rafforzato l’attribuzione del furto al 40enne.
Gli investigatori lo sospettano inoltre di essere il ladro soprannominato dai media “Picoman”, appellativo nato dall’uso del piccone in azioni simili. Per questo episodio, comunque, è scattata la denuncia, mentre ogni eventuale responsabilità su altri fatti dovrà essere verificata nelle sedi competenti nel rispetto della presunzione di innocenza.