Jesolo, una famiglia bavarese festeggia 46 estati sul litorale: omaggio agli ospiti storici dell’Orient & Pacific
Da Straubing a piazza Torino, il legame dei Shultes con Jesolo attraversa tre generazioni e sfiora i 90 soggiorni nello stesso hotel.
Ci sono vacanze che restano un’abitudine, e altre che con il tempo diventano quasi una seconda casa. A Jesolo, il nome della famiglia Shultes è legato da decenni all’Orient & Pacific di piazza Torino, dove madre e figlio continuano a tornare estate dopo estate.
Per questo il vicesindaco Luca Zanotto e il presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori, Pierfrancesco Contarini, hanno voluto salutare personalmente Carin Shultes e Ulrich Shultes, consegnando un riconoscimento simbolico per una presenza diventata parte della storia turistica locale.
Un rapporto nato nel 1980 e mai interrotto
La vicenda comincia nel 1980, quando Carin Shultes sceglie per la prima volta Jesolo come meta di vacanza. Da allora l’appuntamento con il litorale veneziano non si è più fermato, mantenendo come punto di riferimento sempre la stessa struttura ricettiva, gestita dalla famiglia Sartorato.
L’hotel, costruito nel 1964, si trova nella zona di piazza Torino ed è diventato negli anni il luogo attorno a cui si è consolidata una consuetudine familiare rara per durata e continuità.
Da Straubing a Jesolo, una tradizione passata di generazione in generazione
I Shultes arrivano da Straubing, centro della Baviera noto anche per il Gäubodenvolksfest. Con il passare del tempo, quella che era partita come una scelta di villeggiatura si è trasformata in una tradizione condivisa da più generazioni.
Oggi Ulrich Shultes, impegnato anche nella vita pubblica della sua città come consigliere comunale e vicepresidente del gruppo consiliare, prosegue questa abitudine insieme alla propria famiglia e ai figli. Jesolo, in sostanza, è rimasta una destinazione fissa nel calendario di casa Shultes.
Tra i ricordi più forti legati al primo soggiorno ce n’è uno che Ulrich ha raccontato più volte: proprio durante quella vacanza da bambino dovette affrontare un’operazione di appendicite acuta nell’ospedale cittadino. Un episodio che non ha allontanato la famiglia, ma che anzi è rimasto dentro una storia di ritorni costanti.
Quasi 90 soggiorni nello stesso albergo
Il dato che colpisce di più è il numero complessivo delle permanenze: almeno 90. Un traguardo raggiunto grazie a una consuetudine mantenuta per molti anni, con due periodi di vacanza nella stessa stagione, uno attorno alla Pentecoste e un altro tra la fine di agosto e settembre.
Questa frequenza ha rafforzato anche il rapporto umano con chi guida l’albergo. Negli anni Ottanta e Novanta il riferimento per la famiglia era Loris Sartorato; successivamente il testimone è passato a Fabio Sartorato. Nel tempo, il legame tra ospiti e gestori ha assunto un carattere che va oltre la semplice accoglienza turistica.
Il valore di una fedeltà che racconta Jesolo
Il riconoscimento consegnato in questi giorni vuole sottolineare proprio questo aspetto: la forza dei rapporti costruiti negli anni in una località balneare che vive anche di ritorni, memoria e fiducia. Storie come quella dei Shultes raccontano una Jesolo capace di mantenere vivi i legami con chi la sceglie da una vita.
Per la città e per gli albergatori, la presenza di ospiti storici rappresenta anche un segnale importante sulla qualità dell’accoglienza. Nel caso della famiglia bavarese, il filo che unisce Straubing a piazza Torino dura da quasi mezzo secolo e continua ancora oggi.