Jesolo, muore a Mestre il 17enne ferito dopo un tuffo notturno dal pontile

Il ragazzo, in vacanza sul litorale, era stato ricoverato in condizioni gravissime dopo l’impatto con il fondale nella zona di piazza Marconi.

06 agosto 2026 18:55
Jesolo, muore a Mestre il 17enne ferito dopo un tuffo notturno dal pontile -
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Si è conclusa nel modo più drammatico la corsa contro il tempo per il ragazzo di 17 anni rimasto ferito durante un bagno in mare a Jesolo. Il giovane, residente a Trento, è morto all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove era stato trasferito dopo il primo ricovero a San Donà di Piave.

La vicenda riporta l’attenzione su un rischio ben noto lungo il litorale, soprattutto nelle ore notturne: quello dei tuffi in acqua bassa, resi ancora più insidiosi dalla marea.

Il ricovero tra San Donà e Mestre

Dopo l’incidente, il 17enne era arrivato in ospedale in condizioni critiche. I medici lo avevano inizialmente preso in carico a San Donà, per poi disporre il trasferimento nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale mestrino, dove era stato accolto in Rianimazione con prognosi riservata.

Il quadro clinico era apparso subito molto serio. Il trauma riportato nella caduta in acqua aveva interessato la zona cervicale e le sue condizioni, nonostante l’assistenza intensiva, non sono migliorate nei giorni successivi.

Cosa era successo sulla spiaggia di Jesolo

L’episodio era avvenuto nella notte tra sabato e domenica, attorno alle 3, nel tratto di arenile vicino a piazza Marconi, all’altezza della torretta 17. Il ragazzo si trovava con alcuni amici e il gruppo aveva deciso di entrare in mare.

Secondo quanto ricostruito, il giovane si era lanciato da un pontile senza valutare la scarsa profondità dell’acqua in quel momento. La testa avrebbe urtato il fondale sabbioso, provocando conseguenze immediatamente gravissime.

Il malore immediato dopo l’impatto

Dopo il colpo, la situazione era precipitata in pochi istanti. Il 17enne aveva avuto un arresto cardiaco e i sanitari erano riusciti a far ripartire il battito attraverso le manovre rianimatorie.

In un primo momento il ragazzo aveva anche ripreso conoscenza, ma il miglioramento non era bastato a cambiare la gravità del quadro. È stato quindi intubato, stabilizzato e trasportato in ospedale per le cure urgenti.

Una tragedia che colpisce il litorale

Dopo quattro giorni di ricovero, il suo cuore ha smesso di battere a Mestre. La notizia ha colpito non solo chi era con lui quella notte, ma anche il litorale jesolano, dove ogni estate migliaia di giovani affollano spiagge e pontili anche dopo il tramonto.

La morte del 17enne ripropone con forza il tema della prudenza in mare: di notte, con visibilità ridotta e marea bassa, anche un gesto che può sembrare abituale può trasformarsi in pochi secondi in una tragedia.

Negli stessi giorni, sulle spiagge del Veneto, un altro grave episodio aveva fatto temere il peggio: a Bibione un bambino di cinque anni era stato rianimato dopo aver rischiato di annegare. Due fatti diversi, ma entrambi legati alla necessità di non sottovalutare mai l’acqua e le sue condizioni reali.

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