Marghera, BibloBistrò torna con Barbato: al centro il rapporto tra terra, memoria e futuro
Giovedì 22 ottobre alle 18 al Bistrò La Piazza l'incontro con l'autore, introdotto da Silvia Scagnetto e moderato da Marina Scroccaro.
Giovedì 22 ottobre, alle ore 18, presso il Bistrò La Piazza in piazza del mercato a Marghera, si terrà il secondo appuntamento della nuova edizione della rassegna letteraria BibloBistrò con la presentazione del libro "Il margine. Perchè il papavero è rosso in un campo di frumento verde? La domanda che ti rende libero" (Libreria Editrice Fiorentina, 2026) di Luis J. Carlos Barbato. Introduce l'incontro la curatrice Silvia Scagnetto; modera la professoressa Marina Scroccaro.
Chi è Luis J. Carlos Barbato
Cresciuto tra l'Argentina e l'Italia, Luis J. Carlos Barbato è un agroecologo, ecologo umano e rurale, già docente e ricercatore scientifico per oltre quindici anni. Dopo un ricco percorso formativo tra Scienze Agrarie, Urbanistica, Ecologia e Diritto Ambientale, ha operato per decenni come libero professionista guidato da una precisa visione: educare significa accendere la consapevolezza e trasmettere il rispetto per la Terra attraverso pratiche miti ed ecocompatibili. Il suo spirito di viaggiatore lo ha portato a partecipare a missioni FAO/OMS e ad immergersi nel deserto yemenita, dove dagli studiosi locali ha appreso l'«arte dell'ultima domanda e dell'ultima risposta», una filosofia fondata sulla sete insaziabile di conoscenza. Lettore incallito e camminatore nei paesaggi del mondo e dello spirito, risiede a Venezia, la città del bosco sommerso.
Il libro "Il margine"
A guidare il dialogo durante la presentazione sarà la moderatrice Marina Scroccaro, che ci condurrà all'interno delle pagine del libro per esplorare la filosofia dell'«agricoltura mite», la trasmissione dei saperi tra generazioni e la ricerca di una nuova spiritualità della terra. Nel libro, infatti, un professore in pensione, custode della memoria contadina, si mette in viaggio verso l'eremo in cui si è ritirato il suo migliore ex studente con la famiglia, facendo nascere così un racconto corale di ritorni, semi e silenzi: un dialogo tra generazioni dove l'agricoltura si fa rito, scuola ed ecologia profonda. Troviamo inoltre Aurora, presenza discreta e luminosa, e la giovane Alba, pronta a raccogliere il testimone della cura attraverso gesti lenti e parole meditate.
Tra il professore e i suoi ospiti non ci sono lezioni da impartire, ma un apprendimento reciproco che cresce ai confini delle certezze: «Voglio imparare il mestiere più difficile: quello di chi non sa, ma vuole sapere. Di chi non raccoglie, ma custodisce il terreno. Di chi semina senza sapere se vedrà il frutto.» In questo inno alla terra e all'agricoltura mite, ogni gesto porta con sé una domanda necessaria. Perché il seme non è solo potenzialità, è una promessa affidata alla pazienza e al buio: una riflessione poetica ed emozionante sulla trasmissione dei saperi, la resilienza e la meraviglia della vita.
Prenotazioni
L'ingresso è libero ma si consiglia la prenotazione al 335 6620254