IA e data center, missione a Bologna per portare in Veneto il modello del Tecnopolo
Baldan e Cendron hanno visitato il DAMA e Leonardo: al centro energia, impatto sul territorio, reti e possibili applicazioni utili anche alla programmazione regionale.
Come gestire la crescita dei data center senza scaricare i costi ambientali sui territori? È da questa domanda, molto concreta anche per il Veneto, che si può leggere la visita compiuta lunedì 12 ottobre 2026 dai consiglieri regionali Flavio Baldan e Rossella Cendron al Tecnopolo DAMA di Bologna, con un passaggio anche davanti al supercomputer Leonardo.
L’iniziativa ha avuto un taglio istituzionale e di studio, ma tocca temi destinati a pesare sempre di più anche nella discussione veneta: intelligenza artificiale, governo dei dati, fabbisogno energetico delle grandi infrastrutture digitali e rapporto fra innovazione e sostenibilità.
Il nodo che interessa anche il Veneto
Tra i punti affrontati durante la giornata c’è stato soprattutto il tema della sostenibilità dei data center, questione che riguarda da vicino le regioni chiamate a valutare nuovi insediamenti. L’attenzione si è concentrata sul possibile riuso di immobili già esistenti, così da limitare nuovo consumo di suolo, e sulla riduzione dell’impiego di acqua ed energia.
Un altro aspetto considerato strategico riguarda il calore prodotto da queste strutture. L’idea discussa è quella di valorizzarlo, quando possibile, in sistemi di teleriscaldamento, trasformando un effetto collaterale tecnologico in una risorsa utile per il territorio.
Accanto a questo, sono emerse anche le criticità più delicate: la tenuta delle reti elettriche, il quadro autorizzativo e le conseguenze per le comunità che ospitano impianti di grandi dimensioni. Questioni che richiedono valutazioni preventive e scelte coordinate, senza separare sviluppo digitale e tutela locale.
La giornata al Tecnopolo e i partecipanti
Alla visita hanno preso parte anche le senatrici del Movimento 5 Stelle Elena Sironi ed Elisa Pirro, il senatore ed ex ministro Stefano Patuanelli, il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla, l’assessora regionale Elena Mazzoni e il consigliere regionale Lorenzo Casadei.
Per i due consiglieri veneti, il confronto con una realtà come il Tecnopolo DAMA è servito a osservare da vicino esperienze già operative, raccogliendo elementi utili per orientare future decisioni regionali. Sullo sfondo restano temi ampi come la sovranità tecnologica europea, la ricerca scientifica e l’uso dei dati anche in relazione al clima.
Rossella Cendron ha indicato nella visita un’occasione per affrontare con maggiore consapevolezza le scelte che attendono il Veneto, tenendo insieme innovazione, salvaguardia ambientale, difesa del territorio e interesse delle comunità coinvolte.
Quali ricadute vengono immaginate per la regione
Flavio Baldan ha collegato l’esperienza bolognese alla transizione digitale ed ecologica, considerata ormai decisiva anche per il futuro veneto. Nella sua lettura, puntare su settori ad alto contenuto di qualità e innovazione è un passaggio necessario per rafforzare la competitività regionale.
Nelle valutazioni emerse a margine della giornata, dati ed energia vengono indicati come leve da governare con strumenti aggiornati, anche attraverso l’intelligenza artificiale, senza perdere di vista lavoro, ambiente e uso delle risorse pubbliche.
Cendron ha inoltre richiamato alcuni punti di forza che il Veneto avrebbe già a disposizione per inserirsi in questo percorso: il tessuto produttivo, la capacità di innovare, il contributo del sistema universitario e il ruolo delle realtà locali. In questa chiave, la visita al Tecnopolo e al supercomputer Leonardo è stata letta come un passaggio utile per riportare nel confronto regionale pratiche e conoscenze già sperimentate altrove.
Fra gli elementi più concreti emersi resta dunque il tema del recupero del calore dei data center, insieme alla verifica della capacità energetica delle reti e alla valutazione dell’impatto di queste infrastrutture sui territori. È su questo equilibrio, più che sulla sola corsa alla tecnologia, che si giocherà una parte delle prossime scelte anche in Veneto.