Treviso, tenta di farsi consegnare il denaro in strada: 23enne fermato dopo la fuga della vittima

Tentata rapina in via Dandolo a Treviso: un 63enne riesce a fuggire e chiama il 112. Arrestato un giovane di 23 anni.

08 settembre 2026 10:52
Treviso, tenta di farsi consegnare il denaro in strada: 23enne fermato dopo la fuga della vittima -
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TREVISO – Si sarebbe avvicinato con atteggiamento minaccioso a un uomo di 63 anni, ordinandogli di consegnare il denaro che aveva con sé. La vittima è però riuscita a divincolarsi e a chiedere aiuto al 112, permettendo ai Carabinieri di rintracciare il presunto aggressore poco distante.

Un giovane di 23 anni residente a Treviso, già noto alle forze di polizia, è stato arrestato nella serata di lunedì 7 settembre dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Treviso. Le accuse contestate sono di tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale.

L’aggressione in via Dandolo

L’episodio si è verificato intorno alle 18 di lunedì 7 settembre in via Dandolo, nel territorio comunale di Treviso.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il ventitreenne si sarebbe avvicinato a un uomo di 63 anni residente a Silea. Con fare aggressivo e minaccioso, gli avrebbe intimato di consegnargli il denaro in suo possesso.

La vittima, nonostante la situazione di pericolo, è riuscita a sottrarsi alla richiesta e ad allontanarsi dal giovane. Subito dopo ha contattato il numero unico per le emergenze, fornendo ai militari le prime informazioni sull’accaduto e la descrizione del presunto responsabile.

Il nuovo episodio arriva a pochi giorni dalla violenta lite nella quale un diciottenne era stato ferito con cinque fendenti a Treviso.

La chiamata al 112 e l’arrivo dei Carabinieri

La segnalazione del sessantatreenne ha consentito alla centrale operativa di inviare rapidamente sul posto una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile.

I militari hanno avviato le ricerche nella zona circostante e hanno individuato il giovane a breve distanza dal luogo della tentata rapina.

La tempestività della telefonata e le informazioni fornite dalla vittima hanno permesso di circoscrivere l’area e di rintracciare il presunto autore prima che potesse allontanarsi.

La prontezza di cittadini e testimoni si era rivelata determinante anche in occasione della rapina nell’abitazione di una donna di 79 anni, quando la chiamata di una vicina aveva consentito ai Carabinieri di intervenire e recuperare i preziosi sottratti.

Il rifiuto di salire sull’autoradio

Al momento del controllo, il ventitreenne si sarebbe rifiutato di salire sull’autoradio dei Carabinieri e avrebbe opposto resistenza ai militari.

Gli operatori sono riusciti a contenerlo e a condurlo in caserma per gli accertamenti e le formalità previste. Nei suoi confronti sono state quindi formulate le accuse di tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale.

L’arresto si inserisce nelle attività di controllo del territorio svolte quotidianamente dalle forze dell’ordine per contrastare aggressioni e reati predatori. Nel Trevigiano aveva destato forte preoccupazione anche il caso dei due fratelli quattordicenni sequestrati, picchiati e rapinati da un gruppo di giovani.

Il trasferimento in carcere

Conclusi gli accertamenti, il giovane è stato accompagnato presso la casa circondariale, dove rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Secondo quanto comunicato, l’udienza di convalida dell’arresto è prevista tra martedì 8 e mercoledì 9 settembre. Il giudice dovrà esaminare gli elementi raccolti dai Carabinieri e pronunciarsi sulla convalida e sull’eventuale applicazione di una misura cautelare.

La vittima non risulta avere riportato conseguenze fisiche: è riuscita ad allontanarsi prima che la situazione potesse ulteriormente degenerare.

Le accuse e la presunzione di innocenza

Le ipotesi di reato contestate al ventitreenne sono la tentata rapina, per la richiesta di denaro accompagnata da un presunto atteggiamento minaccioso, e la resistenza a pubblico ufficiale per la condotta tenuta durante l’intervento dei militari.

Un altro recente episodio di resistenza e violenza nei confronti di operatori si era verificato all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove era stato aggredito un anestesista.

Il procedimento nei confronti del ventitreenne si trova ancora nella fase preliminare. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nelle successive fasi giudiziarie e potrà essere considerata definitiva soltanto in presenza di una sentenza irrevocabile.

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